Ostia, blitz contro il clan Spada. Gestivano il business delle case popolari


12/4/2016 – Alle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Gruppo di Ostia, a conclusione di una mirata e prolungata attività investigativa, convenzionalmente denominata “Sub Urbe”, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Roma  su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma nei confronti di 10 persone ritenute a vario titolo responsabili dei reati di: lesioni personali aggravate e illecita detenzione di arma da sparo, aggravati dalle modalità mafiose, tentata estorsione in concorso, aggravata dalle modalità mafiose.
L’attività condotta dai militari del nucleo investigativo del Gruppo di Ostia del comandante Custode Incarbone, agli ordini del colonnello Alessandro Nervi, trae origine dalla gambizzazione avvenuta ad Ostia il 22 ottobre dello scorso anno di Massimo Cardoni, alias “Baficchio” cugino del più noto Giovanni Galleoni, ucciso a colpi d’arma da fuoco il 22 novembre 2011 sempre ad Ostia, assieme al suo fedelissimo sodale Francesco Antonini, quando entrambi si trovavano all’apice della loro ascesa criminale che li vedeva ai vertici di una organizzazione operante sul litorale ostiense. Massimo Cardoni, 48 enne romano con diversi precedenti di polizia, la mattina del 22 ottobre scorso, mentre si trovava nei pressi del supermercato Conad di via Umberto Cagni di Ostia, è stato raggiunto da due persone che si trovavano a bordo di un T-Max e colpito ad entrambe le gambe da due colpi di pistola cal. 7,65 esplosi da uno dei due malviventi. I due soggetti, aggressori che indossavano caschi e guanti, si erano dati poi alla fuga, mentre Cardoni era stato trasportato in ospedale non in condizioni gravi. Immediatamente avevano preso il via le indagini, coordinate dalla locale DDA, hanno consentito di identificare gli autori del reato e appurare che dietro all’agguato c’era il contrasto che si stava creando tra le opposte fazioni criminali facenti capo rispettivamente al clan emergente degli Spada e a quello in discesa Baficchio/Galleoni, contrapposizione volta ad affermare la supremazia territoriale dell’una rispetto all’altra nella gestione delle attività illegali sul territorio di Ostia ponente. Inoltre le indagini hanno consentito di appurare che tra i principali “business” contesi c’era quello della gestione delle case popolari ubicate ad Ostia Ponente da parte di alcuni membri del clan Spada che occupavano abusivamente le abitazione per poi “assegnarle” a famiglie bisognose che pagavano all’organizzazione un corrispettivo in denaro.

Nello specifico, gli inquirenti, supportati dalle indagini tecniche avviate nell’immediatezza dei fatti, sono riusciti ad individuare l’esecutore materiale della gambizzazione, identificato in Manuel Granato, 32enne romano, che ha condotto materialmente l’azione di fuoco con il supporto di altri sodali che nella circostanza ricoprivano il ruolo di vedetta e ai quali era stato assegnato il compito di segnalare gli spostamenti della vittima; tra questi vi erano Mirko Miserino, 38enne romano, Davide Cirillo, 30enne romano e Massimiliano Spada, 40enne romano, ai quali la Procura ha contestato il reato di lesioni gravi, aggravate dalle modalità mafiose ex art. 7 L. nr. 203/91.

Inoltre, le indagini hanno consentito di fare luce sulla gestione della case popolari ubicate in via Forni, via Baffigo e via Vasco de Gama di Ostia, area geografica in cui risiedono molti appartenenti alla famiglia Spada e sulla quale questa esercita un forte controllo territoriale. Attraverso intercettazioni telefoniche e le successive indagini gli investigatori hanno appurato che Massimiliano Spada, Maria Dora Spada detta “Bella”, 32enne romana, Enrico Spada detto “Pelè”, 51enne romano, Nando Di Silvio detto “Focanera”, 38enne romano, Silvano Spada, detto “Silvio”, 32enne romano e Ottavio Spada detto “Marco”, 26enne romano, in concorso tra loro, avvalendosi delle condizioni di omertà ed assoggettamento suscitate nelle vittime e derivanti dalla loro comune appartenenza al “clan” degli “Spada”, attraverso estorsioni, si erano impossessati e stavano cercando di impossessarsi di numerose unità abitative popolari, eludendo così le discipline che regolano la regolare assegnazione delle case in parola e che prevedono una graduatoria stilata dal Dipartimento Politiche Abitative. Una quarantina gli episodi individuati che tra il 2011 e il 2015 ai danni di esercizi commerciali e stabilimenti balneari.
Gli arrestati della mattina sono stati tradotti presso le Case Circondariali di “Regina Coeli” e “Rebibbia”, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il decimo destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare, eseguita dai Carabinieri del Gruppo di Ostia, sfuggito alla cattura questa mattina durante le fasi operative e braccato dai Carabinieri, Massimo Massimiani detto “Lelli”, 33enne romano, si è costituito nel pomeriggio presso la caserma di via Zambrini a Ostia.


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