Bimbo annegato a Maccarese, si indaga sulla morte

4/10/2016 – Sono tante, troppe le ombre sulla morte di Alessandro, il bimbo di 11 anni trovato senza vita ieri pomeriggio in un canale di Maccarese. Tante ombre legate soprattutto alle cause del decesso e soprattutto perché il ragazzino si trovasse vicino a quel canale. Una situazione familiare difficile quella in cui il giovanissimo viveva. I genitori che sbarcavano il lunario con lavori saltuari e i racconti, da verificare, che avessero assunto droga davanti a lui. Un grido di aiuto era arrivato a marzo quanto Alessandro in lacrime aveva confidato alle insegnanti di sostegno e dall’Assistente educatrice culturale che lo seguiva di essere stanco della vita che era costretto a condurre. E in lacrime aveva detto di volersi togliere la vita. Una minaccia forse dettata dall’esasperazione del momento ma che ora alla luce di quanto accaduto, se verrà confermata l’ipotesi del suicidio, potrebbe essere vista in un’altra ottica. Le indagini del commissariato di Fiumicino sono da ieri pomeriggio mirate alla raccolta delle testimonianze in ambito familiare, dalla nonna Maria ai genitori ascoltati in commissariato, passando per i riscontri sugli orari, nell’arco orario dalle 13.30 alle 15.30, e sugli ultimi presunti movimenti del bimbo. Al momento di certo c’è che all’una Alessandro è uscito di scuola per poi pranzare con i nonni che abitano nel comprensorio delle “Case Nuove” di via Campo Salino dietro la scuola Marchiafava, e quindi è sceso in strada dove centinaia di volte aveva giocato insieme ai bimbi del quartiere. Una prassi comune ai bambini che però mai si avvicinavano a quel canale dove invece l’11enne ha trovato la morte. Ad estrarlo dall’acqua esanime intorno le 16 era stato Christian Piccinini, agente del commissariato di Ostia alla ricerca di Alessandro dopo aver ascoltato alle grida della nonna che ormai da un’ora cercava il nipote. Tutto l’incartamento è al momento incluso in un fascicolo aperto alla Procura di Civitavecchia del pm Alessandra D’Amore. Si dovrà poi attendere l’esito dell’autopsia, programmata al policlinico Umberto I di Roma dove il corpicino è stato trasferito. Nel frattempo, a Maccarese, i residenti, accanto allo sconcerto per l’accaduto, chiedono misure di sicurezza adeguate legate alla rete di tanti canali d’irrigazione e di bonifica presenti nella vasta area a vocazione agricola, in particolare almeno a ridosso di comprensori abitativi e scuole. “Ho cresciuto i miei figli con questo canale di fronte, sempre con la paura – dice una residente – Purtroppo è stata una tragedia immane. È veramente impossibile fare qualcosa? Almeno vicino alle abitazioni, alle scuole e asilo nido?”. Ed un altro cittadino: “Quel canale deve essere messo perlomeno in sicurezza con delle sbarre”

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