DIARIO DI BORDO – “Ostia, da una Famiglia l’Umanità”: i presepi di tutto il mondo al Lunapark

A sinistra Suor Genevieve con il presepe Argentino. Accanto i presepi dell'Idroscalo La Rada e don Fabio e tanti altri.

05/01/2022 – Ostia mostra ancora la sua identità millenaria fondata sull’incontro tra le culture attraverso le religioni: Gesù bambino che nasce, la sua Famiglia, la “nostra” famiglia, cellula delle società, è al centro del nostro Territorio. E non solo. Da qui parte tutto. Questo è vero e lo si può vedere al Lunapark di Ostia, fronte Palazzo del Governatorato. Il messaggio è davvero forte e suggestivo. Se inoltre poi aggiungiamo che il luogo preciso è una vecchia sala giochi capiamo quanto non solo la cultura viene recuperata.

Infatti oggi e domani ancora saranno in mostra presepi che vengono da tutto il mondo. L’ingresso è dalle 15.30 fino alle 20, puoi vedere la diretta della redazione La Mia Ostia qui al link https://www.facebook.com/LaMiaOstia/videos/1142657626543341. L’entrata sarà presso piazza della Stazione Vecchia. Hanno partecipato davvero in tanti; a iniziare da uno dei responsabili del Lunapark il signor Massimo Mascia e via via una rete cristiana e non. Da Valerio, Felice e Patrizia, fino ad Enrico – che all’Idroscalo di Ostia già raccoglie tanti presepi – il messaggio è viaggiato e sempre più persone hanno portato i presepi provenienti da tutto il mondo. E poi i presepi edificati dalla comunità che, sempre a Idroscalo, si riunisce intorno a Gesù e don Fabio Vallini, con i personaggi costruiti anche insieme a chi fa parte dell’associazione La Rada, il presepe dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Ostia e tanti altri movimenti e gruppi che fanno parte dell’ecclesia lidense aldilà dei muretti, delle canoniche, dei clericalismi.

“Ma il presepe più bello è quello Argentino, non solo perché è il paese di origine di Papa Bergoglio – dichiara Suor Genevieve – ma perché è il più grande nella sua umiltà in quanto fatto da un bambino con dei pezzetti di legno e della cordicella e Gesù è un semplice nodino”. 

Del resto questo è il Lunapark di Papa Francesco e il Lunapark “del mondo” perché nell’incontro e da quel primo incontro con le Sorelle piccole di Gesù Genevieve, Amelia e Sandra, il Pontefice ha lanciato un messaggio non solo a Ostia e a Roma, incontrando delle suore in un lunapark dove fanno apostolato, ma urbis et orbis, quando ha indicato la via dei giostrai, dei nomadi, di chi è in cammino, come strada di incontro, ascolto e dialogo, chiavi per Testimonianza di Gesù e del Vangelo capaci di aprire il Regno dei Cieli.  

Ostia, dal suo Lunapark, nel luogo dove anche gli adulti tornano bambini, sarà il centro dell’umanità che parte dalla famiglia di Gesù, dalla famiglia umana intorno a Dio.

Questa famiglia archetipa e santa attira a sé tutti e da ogni latitudine; è la metafora della società immagine vivente di pastori, mestieranti, re magi etc., tutto questo movimento di ieri, di oggi sarà anche per sempre sul territorio lidense.

Ecco allora il messaggio della santa Famiglia di Gesù che esce dalle canoniche e va per le strade: è chiesa in uscita che si rivolge a tutti. Eccolo che riunisce l’umanità e il mondo dal Lunapark, luogo dove tornare bambini, verso le Istituzioni, il palazzo del Governatorato, mettendosi al servizio. Da qui speriamo che di in anno e anno cresca e che tutti possano guardare alla grotta di Betlemme come stella come direzione per noi per tutti. 

Sdt

 

 

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