DIARIO DI BORDO – Stella Maris, edificare ‘con le mani’ della chiesa società e bellezza


02/10/2021 – Prima che il Signore lo chiamasse al suo seguito don Carol Iakel era quasi pronto per essere Ingegnere. Oggi Gesù lo ha voluto sacerdote e parroco di Stella Maris, della Prefettura di Ostia nella Diocesi di Roma. Ma il Signore quando sceglie un sacerdote desidera l’uomo nella sua completezza, senza trascurare nulla di quello che è stato perché l’osserva dall’eternità. Per questo non è bene che anche noi che li guardiamo, trascuriamo la loro vita umana e ci limitiamo agli abiti talari.  E lo poi utilizza per l’Amore di Dio. Lo fa con tutti i Suoi, figuriamoci con i pastori di anime. A Gesù serviva un ingegnere oltre che un sacerdote e un pastore, così Carol si è ‘portato dietro’ il suo carisma dell’edificare anche con le mani e con l’esempio. Poche parole e molti fatti.

Da quando è diventato parroco Carol ha trasformato Stella Maris in un ‘cantiere a cielo aperto; mai questa definizione forse è stata più esatta trattandosi di un’opera che collega il cielo, regno di Dio, è la terra in un quartiere di Ostia, di Roma.

E così un ammodernamento tecnologico con i cancelli, le porte, le luci, i meccanismi di comunicazione tra diversi ambienti, tutto quanto più automatico e automatizzato segno che nella chiesa del presente il passato della tradizione e il futuro anche delle tecnologie dialogano in maniera positiva. La ristrutturazione della facciata della chiesa, la sistemazione del giardino, la costruzione delle sedute, panchine, intorno all’edificio, dei campetti di calcetto nei quali tantissimi ragazzini passano il pomeriggio.

Ed è con le mani che il vice parroco, il braccio destro di don Carol don Leonardo Bartolomucci edifica con la bellezza dell’arte il messaggio evangelico di una società che crea e si rinnova. Gli spazi dell’arte vengono arricchiti dall’opera degli uomini di Dio che vogliono fare cose nuove e belle per tutti perché il panorama esteriore sia migliorato nel panorama interiore. Ultima creazione è l’opera artistica nel Parco Pietro Rosa, dipinta su una panchina, condivisa insieme a tanti artisti cittadini del territorio. E presto inizierà un’opera, dentro l’edificio della chiesa Stella Maris che farà impallidire tutti le altre su cui per ora conserviamo il segreto; esso ha a qualcosa a che vedere con la madonna ortodossa dell’edicola adiacente alla chiesa che è stata anche chiamata ‘la madonna delle badanti’.

Bellezza edificata nello spazio della chiesa e bellezza sul territorio della città; un pastore a curare l’interno, l’altro verso l’esterno: quale messaggio migliore nell’esempio cristiano della Roma di Pietro e Paolo.

E l’edificio cristiano viene rafforzato anche nei servizi verso i parrocchiani come verso i cittadini in genere.

Tanti i corsi aperti per tutte le fasce d’età per avvicinarsi alle sacre scritture e ai sacramenti. Qui le famiglie, giovani, uomini e donne, anziani trovano il loro spazio per sorreggersi nelle fatiche anche logistiche. E allora ecco il CAF che accoglie parrocchiani di questa e altre parrocchie e chiunque voglia usufruirne.

 

E infine anche il metodo educativo più grande del mondo, lo scoutismo, che dell’esperienza pratica e manuale a contatto con l’ambiente, con le costruzioni (come suggerisce l’immagine) fa un punto di forza.

Insomma, in Stella Maris, viale dei Promontori, la Chiesa costruisce in tutto il paradigma del suo senso e significato perché a Dio piace trovare un linguaggio che riunisca e nella complessità, separazione, dispersione di questa società così sofferente, trova invece un senso profondo che è alla base e che fa nuove tutte le cose con semplicità ma con grande solidità.

Del resto Giuseppe, modello di uomo, padre di Gesù, è stato falegname, lo stesso Gesù per quasi tutta la sua vita, uno che con le mani faceva arte e artigianato. Allora un cristiano che usa le mani è davvero particolarmente benedetto da Dio.

Sdt

 

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