Sinistra Italiana: “Piano Freddo nel Municipio X? L’Amministrazione delega tutto alle Associazioni di volontariato”

25/11/2020 – “Non ci vuole la sfera di cristallo per prevedere che, come ogni anno, le temperature sarebbero scese in picchiata. Solamente in questi ultimi giorni, con il solito cronico ritardo, nonostante la pandemia in corso, si è iniziato a discutere in Municipio del “Piano Freddo” e cioè della modalità con cui l’Amministrazione in carica ha deciso di prendersi cura delle persone più svantaggiate”. Lo dice in una nota Marco Possanzini, Segretario Sinistra Italiana X Municipio.
“I locali di Largo Capelvenere, generalmente utilizzati per l’accoglienza delle persone senza fissa dimora durante il periodo invernale, quest’anno non saranno disponibili in quanto utilizzati per gli uffici del Giudice di Pace. Nonostante il freddo non sia una “sorpresa”, non sia un fatto casuale, imprevedibile, nonostante si sapesse da molto tempo che i locali di Largo Capelvenere non fossero a disposizione per l’attuazione del Piano Freddo, l’Amministrazione in carica ha messo mano all’organizzazione dell’accoglienza delle persone che vivono in strada solamente in questi ultimi giorni decretando, di fatto, una resa totale. L’ennesima. La proposta sul tappeto, ancora in itinere per altro in quanto non si conosce tecnicamente nulla, si concretizza nella così detta “accoglienza diffusa” e cioè nell’affidare alle Associazioni di volontariato, che da sempre svolgono un ruolo di supplenza rispetto alle assenze delle Istituzioni, il compito di organizzare l’accoglienza così come quello di reperire autonomamente spazi in Hotel, Ostelli, B&B, quindi formulare convenzioni che ad oggi non esistono, dove poter ospitare le persone senza fissa dimora. E’ paradossale che, nonostante nel nostro territorio ci siano spazi pubblici, comunali e municipali in particolare, tali da poter essere allestiti in modo permanente per garantire ristoro ed accoglienza per i meno fortunati, l’Amministrazione continui ad affermare che gli spazi pubblici da utilizzare per questo scopo non ci sono. L’edifico ex ENAM sul lungomare di Ostia, per altro ristrutturato, non si poteva utilizzare? – prosegue Possanzini – Gli spazi comunali e municipali di Largo Capelvenere, ad oggi chiusi e abbandonati, non si potevano predisporre per garantire assistenza alloggiativa a chi vive per strada durante i mesi invernali ed autunnali? Le abitazioni sequestrate alla mafia, come ad esempio una villetta a Casalbernocchi, non si potevano utilizzare per organizzare e garantire l’accoglienza delle persone senza fissa dimora? L’Amministrazione grillina del Municipio X, un po’ come fa il gambero quando si muove a “retromarcia”, ha scelto il disimpegno come linea di condotta scaricando ogni responsabilità sulle Associazioni di volontariato chiamate a supplire, per l’ennesima volta, tramite un bando di cui ancora non si ha notizia, all’assenza sempre più manifesta delle Istituzioni. C’è da aggiungere che pochi giorni fa Il Consiglio del X Municipio ha votato una risoluzione affinché dal Campidoglio si valuti l’opportunità di utilizzare uno o più strutture alberghiere del Municipio al fine di ospitare le persone, asintomatiche o con sintomi lievi ma che non possono vivere da sole, positive al covid-19. Una iniziativa importante, per altro già messa in campo con successo e da tempo dalla Regione Lazio, formulata però in modo troppo generico, quindi ambiguo e confuso, che rischia di impattare negativamente sulla possibilità di organizzare l’accoglienza delle persone senza fissa dimora nelle strutture alberghiere del Municipio. Anche su questo aspetto andrebbe fatta molta chiarezza, chiarezza che ad oggi non c’è. Ci chiediamo a questo punto a cosa serva un Assessore ai Servizi Sociali visto che l’accoglienza dei meno fortunati sarà interamente delegata al lavoro delle Associazioni di volontariato, che va sempre ricordato svolgono un ruolo di supplenza rispetto all’assenza delle Istituzioni, e all’imprenditoria privata che fornirà, forse, se gli conviene, la logistica. Quando le Istituzioni fanno un passo indietro, solitamente, le disuguaglianze fanno due passi in avanti. C’è poi il tema dell’abbandono di Piazza Capelvenere, ad oggi terra di nessuno. Ma l’Amministrazione Municipale si rende conto che la chiusura a tempo indeterminato degli uffici di Aequa Roma, sede di Piazza Capelvenere ad Acilia, viste le scadenze in corso, visto che nel nostro Municipio ci sono migliaia e migliaia di residenti negli alloggi popolari costretti a raggiungere la sede di Via Ostiense, significa procurare un danno enorme ai cittadini soprattutto a quelli più fragili? Perché nessuno dice nulla? Perché nessuno interviene? Altro che “grillini”, qui siamo in presenza di “gamberetti” ottenebrati solamente dalla spasmodica voglia di “selfie”.”

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