“Ladispoli dice no alla violenza sulle donne”

24/11/2017 – “Rinnovo l’appello ai cittadini a partecipare in massa al Consiglio comunale del 27 novembre per confrontarci insieme e ribadire un no contro la violenza sulle donne”. Con queste parole il presidente del Consiglio comunale, Maria Antonia Caredda, rinnova l’appuntamento ricordando che durante la seduta sarà presentata la mozione “Ladispoli dice no alla violenza sulle donne” che sarà letta in aula dal consigliere delegato alle Pari opportunità Sara Solaroli.

“La violenza di genere – ha detto la delegata Solaroli –  è fenomeno  drammatico e, purtroppo, molto diffuso in tutto il  mondo. Secondo l’ultima indagine Istat in Italia sono poco meno di 7 milioni le  donne che nel corso della loro vita hanno subito una forma di violenza fisica. Ovviamente in questi dati non sono comprese tutte le violenze che non vengono denunciate. Quando si parla di violenza sulla donne c’è la tendenza a considerare solo  la violenza fisica ma la realtà, sempre secondo l’Istat, solo in Italia sono 8,3 milioni le donne vittime di violenza psicologica, 1 milione 403 mila quelle che hanno subito molestie o ricatti sessuali sul posto di lavoro. Chiederemo a tutto il Consiglio comunale di votare a favore della mozione che non è solo un atto di condanna di ogni tipo di violenza, ma prevede anche l’avvio di iniziative concrete per sensibilizzare l’opinione pubblica. Questo fenomeno è in continua crescita proprio per questo motivo l’amministrazione del sindaco Grando chiederà alle scuole, a tutte le associazioni ed alle forze dell’ordine di partecipare a una campagna di sensibilizzazione. Infine invitiamo, ancora una volta  tutte le donne a contattare in caso di necessità lo Sportello antiviolenza presso la Casa della salute della via Aurelia nel Poliambulatorio”.

Alla seduta parteciperanno a titolo gratuito anche il criminologo Francesco Caccetta e lo psicologo e criminologo Marco Strano.

“Purtroppo – ha concluso Caredda – le statistiche rivelano che la quasi totalità degli atti di violenza ai danni delle donne accadono nell’ambito familiare. Il nostro slogan sarà “Non tentare di cambiare la persona. Cambia la persona”.

 

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