Il Consorzio Axa scrive al Sindaco Marino


“Egregio Sig. Sindaco,
con la presente, quali amministratori pro-tempore del Consorzio preposto alla gestione del Comprensorio Axa, di oltre 12.000 residenti, nell’ambito territoriale del X Municipio, ci rivolgiamo a Lei ritenendo indispensabile il Suo intervento per la definizione di questioni di fondamentale importanza per la comunità dei consorziati che permangono insolute.
Si tratta di questioni dalla cui soluzione, ormai assolutamente improcrastinabile, dipende il futuro stato di preservazione dello stesso Comprensorio, con un territorio dotato di vaste estensioni a verde pregiato, di un consistente patrimonio arboreo e di un parco di oltre 13.000 mq., con un elevato livello di manutenzione delle infrastrutture e di efficienza dei servizi, che, come tale, si contraddistingue nell’intero ambito dell’area metropolitana.
Una realtà che auspichiamo, in una futura, gradita, Sua visita, possa essere da Lei stesso direttamente constatata, anche come modello di compartecipazione dei cittadini alla gestione del territorio.
Il Comprensorio è costituito da un insediamento realizzato in base alla Convenzione urbanistica stipulata l’8/2/1961 tra il Comune di Roma e la società lottizzatrice Axa. Si estende su una superficie di circa 146 ha., con una rete stradale di più di 20 km, interamente aperta al pubblico transito. Comprende due scuole pubbliche, alcuni centri commerciali, una chiesa, tre importanti complessi sportivi, ed è attraversato da diverse linee di trasporto pubblico, con un conseguente considerevole volume di traffico giornaliero di non residenti provenienti da ogni parte, tanto più che la rete stradale consortile è inserita nel complesso sistema viario compreso tra i due assi della Via del Mare e della Via Cristoforo Colombo.
La manutenzione delle infrastrutture e la gestione dei servizi, così come stabilito dalla citata Convenzione, sono a carico dei residenti, che vi provvedono, attraverso il Consorzio obbligatorio, all’uopo costituito tra gli stessi, con la denominazione “Consorzio Stradale Centro Residenziale Axa”.
Il Comune svolge nel Comprensorio il solo servizio di “raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani”, malgrado ai residenti venga imposto il pagamento per intero – sia pure col risibile “sconto” del 2,5% – della T.A.R.I. la quale comprende anche altri servizi (pulizia delle strade ed all’occorrenza: lavaggio, spazzamento straordinario, derattizzazione, diserbo, disinfestazione, disinfezione, rimozione di scritte vandaliche ecc.) che, dovrebbero, quindi, essere svolti dall’A.M.A ma che, invece, vengono effettuati dal Consorzio.
Al riguardo va anche ricordato che, per ciascun consorziato, l’importo annuo della T.A.R.I. all’incirca equivale a quello del contributo consortile con il quale il Consorzio, oltre agli accennati servizi residui che sarebbero di competenza dell’AMA, svolge i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, dei marciapiedi, dei parcheggi e delle fognature; il servizio di pulizia delle strade con relative pertinenze, la manutenzione delle aree verdi e degli impianti di irrigazione; la cura del patrimonio arboreo; la manutenzione e gestione degli impianti di depurazione e di pubblica illuminazione; il servizio, porta a porta di raccolta e smaltimento dei rifiuti vegetali da potature e sfalci, provenienti dai giardini privati e dalle aree consortili; il pagamento delle utenze elettriche e delle spese per il funzionamento della struttura amministrativa del Consorzio.
Tutto ciò, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti, con un budget annuo che si aggira sui due milioni di euro (per 12.000 residenti !) ed una struttura amministrativa di appena tre unità lavorative, operando con rigore ed economia, con i conti in ordine e senza alcun debito, come documentato dai bilanci trasparenti e sempre chiusi in pareggio.
Posto, come opportuna premessa, quanto sopra, gli amministratori consortili, in luogo di una ragionevole aspettativa di apprezzamento e sostegno del loro operato da parte delle istituzioni comunali, si trovano, invece, a doverne lamentare il comportamento penalizzante per il Consorzio con rapporti, sia a livello di Municipio che di Giunta Capitolina, sempre più difficili ed allo stato di pressoché totale incomunicabilità.
I fatti.
Il Consorzio svolge la propria attività sulla base di bilanci preventivi, dettagliati per ogni singola voce di spesa, distinguendo quelle ammissibili a contributo comunale, da quelle esclusivamente a carico dei consorziati, che sottopone annualmente all’Assemblea dei consorziati. All’Assemblea il Comune partecipa sia come consorziato (quale proprietario d’immobili nel Comprensorio) che come ente erogatore del contributo obbligatorio per la manutenzione stradale.
Il Comune, com’è noto, è tenuto per legge (Decreto Legislativo Luogotenenziale 1446/18 ) a contribuire alle spese di manutenzione delle strade consortili “aperte al pubblico transito” e, come tali fruite indistintamente da tutti, e non già dai soli consorziati, che ne sono i proprietari.
Relativamente a tale contributo, la Giunta Capitolina, che annualmente ne determina la percentuale da attribuire a ciascuno dei circa 40 Consorzi Stradali di Roma, entro i limiti di legge (che vanno da un minimo del 20% al massimo del 50% delle spese di manutenzione stradale), ha attribuito al Consorzio AXA per gli anni 2011 e 2012 la percentuale del 35%, mentre alla maggior parte degli altri Consorzi il 50%.
Le relative delibere di Giunta (n.207 del 22.6.2011 e n.248 dell’8.8.2012 per l’anno 2011; n. 347 del 12.12.2012 per l’anno 2012) adottate in tal senso – su proposta del Dipartimento Mobilità e Trasporti – senza la prescritta valutazione della “importanza” delle strade consortili aperte al pubblico transito (all’AXA tutte!), sono state annullate dal TAR-Lazio per illegittimità (violazione di legge) ordinando alla Giunta capitolina “di riesaminare i criteri di ripartizione previsti con le impugnate delibere”.
Ad ora, malgrado il tempo trascorso, il Comune, incurante della soccombenza in ben tre giudizi con relativa condanna alle spese, non risulta che abbia ottemperato a quanto statuito dal TAR circa la ripartizione del contributo per gli anni 2011 e 2012 e né abbia ancora deliberate le percentuali di quello dovuto per gli anni 2013 e 2014, senza corrispondere neppure la quota minima prevista dalla legge (20%).
Il Consorzio, invece, con le sole entrate dei consorziati, ha continuato a svolgere regolarmente il servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade e relative pertinenze, compreso l’impianto di pubblica illuminazione con pagamento dei relativi consumi elettrici.
Per di più, il Comune oltre a non aver corrisposto alcunché del contributo spettante per legge relativamente agli anni 2011, 2012, 2013 e 2014, non ha neppure pagato, per nessuno di tali anni, il contributo consortile ordinario – dovuto per gli immobili di proprietà comunale (Scuole) in ambito consortile – di cui Roma Capitale permane, pertanto, morosa per ben quattro annualità.
Il fatto che il Consorzio, stante quanto sopra, sia stato costretto a svolgere i servizi di manutenzione stradale, di pubblica illuminazione e quant’altro necessario per la sicurezza della viabilità, senza alcun apporto del Comune, ha inevitabilmente inciso sulle disponibilità di bilancio per le voci relative agli altri servizi e attività che il Consorzio è tenuto a svolgere.
Da una ricognizione di cassa effettuata recentemente dal Consiglio di Amministrazione, si è accertata un’autosufficienza finanziaria fino al 31.12.2014.
Pertanto successivamente, ove dovesse protrarsi la mancanza della dovuta contribuzione del Comune, il Consorzio sarà impossibilitato a svolgere sia la manutenzione stradale che servizi, altrettanto indispensabili, come la gestione dell’impianto di depurazione e quello della pubblica illuminazione, oltre a tutto ciò che rientra nei propri compiti istituzionali.
A fronte di siffatta situazione, le istituzioni non possono lasciarne ricadere le conseguenze sui cittadini, costringendoli a sopperire, con soldi propri, alla mancata contribuzione obbligatoria del Comune, per un servizio di pubblica utilità (manutenzione di strade aperte al pubblico transito!), eventualmente indebitandosi con tutti gli oneri che comporterebbe un finanziamento, peraltro difficilmente conseguibile. Infatti, diversamente dalla possibilità di indebitamento dei Comuni, il Consorzio, in difetto di garanzie, avrebbe scarse possibilità di accedere al credito.
In relazione ai fatti inconfutabili sopra riferiti, si appalesa indispensabile, a tutela dei diritti della generalità dei residenti (12.000) del Comprensorio Axa, un Suo sollecito intervento finalizzato al superamento della rappresentata situazione, favorendo la dovuta collaborazione delle istituzioni facenti capo alla S.V. quale Sindaco di Roma Capitale, anche nell’interesse della collettività ammessa a fruire delle strade consortili.
Confidiamo in un Suo risolutivo interessamento e nel contempo chiediamo un incontro, a breve, per poter fornire eventuali, ulteriori dati ed elementi ad integrazione della presente esposizione.
Con osservanza
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
CASTELLUCCI Donato, Presidente – FERRANTI Pietro, Vice Presidente – DE LUCA Alfonso, Consigliere, FERRACUTI Franco, Consigliere – FORINA Claudio, Consigliere – GIANDINOTO Maurizio, Consigliere – TORRESI Sergio, Consigliere
IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
RAPPOLI Vincenzo, Presidente – LANCIA Giuseppe, Revisore – CECCARELLI Pier Luigi, Revisore”


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