VIDEO – Ostia, in manette l’autore del tentato duplice omicidio in pizzeria

All'accusato contestata anche l'aggravante delle modalità mafiose

03/05/2018 – Nelle prime ore di questa mattina, personale della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato di Ostia ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP su richiesta della DDA di Roma, a carico del pregiudicato Michele Cirillo, romano di 39 anni, responsabile di duplice tentato omicidio, aggravato dalle modalità mafiose.

Il provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Roma scaturisce dalla richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura di Roma, nell’ambito di una costola dell’Operazione Eclissi, che nel gennaio di quest’anno ha visto la disarticolazione del clan SPADA, attraverso l’esecuzione di 32 ordinanze di custodia cautelare in carcere.

L’episodio si era verificato lo scorso 23 novembre quando Cirillo arrivò in moto e con il volto coperto da casco esplose alcuni colpi di arma da fuoco, sul retro della pizzeria Disco Giro Pizza in via delle Canarie ad Ostia che ferirono due uomini, Alessio Ferreri nipote di Terenzio Fasciani, fratello del capoclan Carmine, impiegato del locale, e Bruno Alessandro padre della titolare della pizzeria.

Nell’immediatezza, erano stati rinvenuti nei pressi del luogo del delitto, degli indumenti, un caricatore di pistola, e lo scooter, bruciato, utilizzato dal feritore.

Le indagini, immediatamente attivate, hanno consentito di acquisire direttamente dalla vittima, soggetto già noto per i suoi  legami con i Fasciani, così come il fratello pregiudicato Fabrizio Ferreri, alcune importanti caratteristiche somatiche riconducibili al volto dell’aggressore, riconosciuto per i suoi inconfondibili “occhi a palla” e dal quale la vittima ha dichiarato di aver in passato acquistato dello stupefacente.

Pertanto, dal vaglio di numerosi soggetti pregiudicati ed orbitanti negli ambienti solitamente frequentati da spacciatori ubicati sul territorio lidense  l’attenzione veniva focalizzata proprio su Michele Cirillo, poi riconosciuto con individuazione fotografica da Ferreri.

Un’ulteriore evidenza investigativa è stata riscontrata nella presenza di Cirillo, nel pomeriggio del ferimento, nei pressi della pizzeria teatro della gambizzazione; l’uomo, infatti, è stato visto in una zona di Ostia che non è noto frequentare, mentre procedeva a piedi, con fare concitato, in direzione di un’autovettura parcheggiata a circa duecento metri dall’attività commerciale in questione; autovettura poi risultata appartenere ad altro pregiudicato di Ostia, Domenico Fusinato, con il quale è stato più volte controllato proprio a bordo di quella macchina e di altre autovetture.

Prima dell’attentato si erano già verificati diversi episodi delittuosi:

    • nel febbraio del 2017 l’incendio dello scooter di Bruno Alessandro sotto la sua abitazione;
    • nell’agosto dello stesso anno, al civico accanto a quello della pizzeria, era stato collocato un ordigno esplosivo la cui deflagrazione aveva provocato il danneggiamento di una soglia in marmo;
    • delle minacce telefoniche, anonime, qualche giorni prima dell’agguato, in cui l’interlocutore proferiva le testuali parole: “noi siamo quelli della bomba, mi passi Alessio”;
    • una telefonata anonima ricevuta dalla titolare della pizzeria, figlia del Bruno, nel settembre del 2017, dal seguente tenore: “allora sappia che la bomba è stata un avvertimento, se non sentiamo Alessio ritorneremo”. 

L’attentato in cui è rimasto coinvolto Alessio Ferreri è riconducibile secondo gli investigatori alle attività criminali del fratello Fabrizio, cognato proprio di Ottavio Spada; le attività d’indagine hanno, infatti, evidenziato che il movente è da ricondurre ad una ritorsione verso Fabrizio Ferreri, per ragioni economiche legate ai suoi traffici illeciti. In particolare, l’attentato si inserisce nel conflitto ormai risalente dal 2013, tra il clan Spada, storico alleato della famiglia Faciani, rappresentata da Carmine Fasciani, precedentemente smantellata qualche anno addietro con “l’Operazione Nuova Alba”, e Marco Esposito, detto Barboncino, al quale Michele Cirillo risulta strettamente legato. Riconosciuta dal G.I.P. l’aggravante del metodo delinquenziale mafioso, per aver il soggetto agito avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis in una dinamica di contrapposizione armata sul territorio tra associazioni criminali. Le indagini hanno consentito tramite rilevi scientifici, attività tecnica, acquisizione di testimonianze, riconoscimenti fotografici, conoscenza dei contesti criminali di quel territorio, di attribuire le responsabilità del fatto al Cirillo.

Cirillo è stato rintracciato presso la sua abitazione, presso la quale era già agli arresti domiciliari e portato nel carcere di Rebibbia; già noto agli investigatori per violazione della legge sugli stupefacenti, porto di armi od oggetti atti ad offendere, oltraggio, resistenza e violenza a P.U., lesioni, ricettazione, furto e altro. Infatti, la contestualizzazione dei fatti è da ascriversi alle dinamiche di conflitto e riposizionamento delle zone di influenza criminale che hanno interessato il territorio di Ostia Lido, emerse nell’ambito del proc. pen. 47412/15, instaurato dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma che hanno portato attraverso le indagini condotte dalla Squadra Mobile a smantellare il clan Spada, con l’ordinanza eseguita in data 25.01.2018, unitamente a 30 perquisizioni a carico di altri indagati non destinatari dei provvedimenti cautelari, al sequestro preventivo di nr. 11 autovetture e di diverse società e ditte individuali. I fratelli Fabrizio e Alessio Ferreri sono nipoti di Terenzio Fasciani, detto Garibaldi, fratello di Carmine Fasciani, e tra l’altro proprio Alessio, è stato in passato arrestato insieme a Ottavio Spada, per aver fatto parte di un’associazione finalizzata al narcotraffico; i due avevano, inoltre, partecipato alla pianificazione di un grave fatto di sangue poi non realizzato, nei confronti di Marco Esposito, come reazione legata allo scontro armato precedentemente avvenuto, nel 2013, che aveva visto contrapposti Ottavio Spada, Carmine Spada, Nando De Silvio da una parte e proprio Marco Esposito, Fabio Di Francesco e Domenico Fusinato dall’altra, durante il quale Marco Esposito aveva esploso un colpo di arma da fuoco nei confronti di Ottavio Spada, il quale a sua volta aveva ferito alla gola ed al torace Ottavio Spada con delle coltellate. Continua, pertanto, l’azione di contrasto avviata dalla locale D.D.A. con la collaborazione della Polizia di Stato nei confronti dei sodalizi criminali presenti sul territorio di Ostia, scenario di fatti di sangue, in un incessante riposizionamento nel litorale delle organizzazioni criminali ivi presenti.

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