Ostia Antica, Sinistra Italiana: “I permessi ottenuti per l’installazione dell’antenna non sono alibi per non incontrare i cittadini”


28/01/2021 – “Siamo alle solite. Ad Ostia Antica, precisamente in Via Nogara, è stato avviato un cantiere per l’installazione di una antenna di telefonia mobile 5G. Davanti alle macchine movimento terra all’opera, i residenti si sono immediatamente mobilitati contro questa installazione istituendo presidi e raccogliendo firme. Il Consigliere Presta e l’Assessore Bollini, un po’ come succede nelle fiabe quando la principessa si sveglia dopo un lungo sonno, qualche settimana fa si sono attivati al fine di verificare i permessi per l’installazione e quindi il rispetto della normativa vigente”. Lo dice in una nota Marco Possanzini, Segretario Sinistra Italiana X Municipio.

“Da alcune fonti stampa emerge che i permessi necessari all’installazione dell’antenna siano stati ottenuti. Nonostante questo aspetto formale, vista la delicatezza della materia in questione, è inaccettabile che le Istituzioni municipali cadano dal pero evitando di incontrare i cittadini legittimamente preoccupati. Va ricordato ai solerti “grillini”, sempre attenti al rispetto delle norme, che – prosegue Possanzini – il TAR Lazio, esattamente il 27 gennaio 2014, ha emesso una sentenza che rappresenta un vero punto di svolta nelle battaglie dei cittadini e dei comitati nei confronti del deplorevole fenomeno di “Antenna Selvaggia“ nel territorio della Capitale. Con questa sentenza il TAR ha restituito voce e competenze ai municipi ribadendo il principio che le norme contenute nel Protocollo d’Intesa hanno pieno titolo ed integrano a tutti gli effetti il procedimento di autorizzazione delle infrastrutture di rete. Non solo. Sul sito di Roma Capitale è espressamente riportato, senza possibilità di fraintendimenti, che per l’installazione di antenne per la telefonia mobile occorre redigere una V.A.P., acronimo di Valutazione Ambientale Preliminare, al fine di consentire una corretta lettura del posizionamento dell’intervento nel contesto urbano. Inoltre il Municipio, ovviamente dopo aver incontrato e ascoltato i cittadini interessati dall’installazione, fatte le opportune valutazioni, può fornire l’indicazione di un sito alternativo per l’impianto di antenne al Dipartimento competente di Programmazione e Attuazione Urbanistica. Lo dice Roma Capitale, non Sinistra Italiana. Va ricordato inoltre che il 6 marzo 2014 il Consiglio del X Municipio ha preso una posizione netta, relativamente all’installazione delle antenne di telefonia mobile, approvando una proposta di risoluzione. In attuazione del Protocollo d’Intesa, firmato dal Comune di Roma nel 2004, si assumeva l’impegno a pubblicare qualsiasi futura richiesta di installazione sul sito istituzionale. Inoltre ci si impegnava ad attivare un confronto con tutti i cittadini interessati dall’installazione e si chiedeva di avviare la mappatura degli impianti presenti al fine di istituire un vero e proprio registro delle antenne. Va inoltre ricordato che nel 2015 il Campidoglio ha approvato un regolamento sull’elettrosmog che prevedeva, fra l’altro, anche l’installazione di centraline per la misurazione dei campi elettromagnetici. Alla luce di quanto detto e di quanto è accaduto per l’ennesima volta in Via Nogara, è inaccettabile il silenzio e l’inerzia delle Istituzioni Municipali che non hanno la possibilità di intervenire ma scelgono di non muovere un  dito. E’ del tutto evidente che ci sono potenti interessi particolari, diciamo pure privati, quando si maneggiano temi come le installazioni delle antenne di telefonia mobile ma questo non può e non deve intaccare il principio base e cioè che l’interesse pubblico viene prima di qualunque altro interesse privato. I permessi per l’installazione sono tutti regolari? Benissimo, ci mancherebbe altro. Questo aspetto – conclude Possanzini – tecnico/formale non può e non deve essere  l’alibi dell’Amministrazione per sfuggire al confronto con i cittadini interessati dall’opera, al fine di promuovere eventualmente un altro sito dove installare l’antenna, e soprattutto non può essere l’astuzia utilizzata da chi governa  il territorio per evitare di garantire, attraverso il posizionamento di centraline per la misurazione dei campi elettromagnetici, la salute e la serenità dei cittadini”.

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