“Tutti giù per terra” un libro per non dimenticare i bambini sopravvissuti di Gaza


11/4/2026 – Quattro autrici e un unico cuore che batte per migliaia di bambini sopravvissuti, si fa per dire, al genocidio palestinese.

Gli stessi bambini che, al contrario di tanti altri nel mondo, non hanno la possibilità di giocare sereni perché annientati da una guerra che ha distrutto non soltanto le loro case ma anche le loro speranze.

Questo pomeriggio alle 18 (ingresso libero) nella nuova sede di Casa Clandestina (via Alessandro Geraldini, 12 ad Ostia Levante) sarà presentato il libro “Tutti giù per terra” (Elisir Servizi Editoriali n.d.r.), delle quali sono autrici Manuela Minelli, Cinzia Merulli, Francesca Grimaldi e Veronica Manara. Un libro di poesie, autofinanziato, il cui ricavato delle vendite sarà devoluto interamente ad Emergency che prosegue l’opera di assistenza a Gaza.

Al volume hanno partecipato con il loro contributo artistico SerGiotto e Giulia Gorga.

Perché “Tutti giù per terra”? per ricordare uno dei giochi più famosi, il girotondo e allo stesso tempo per sottolineare come “tutti giù per terra” è la condizione dei bimbi palestinesi.

“Mentre noi siamo qui a vivere le nostre vite, lamentandoci della noiosa quotidianità – spiega Manuela Minelli, ideatrice e una delle quattro autrici del libro – in altri luoghi della terra, c’è gente che subisce gli orrori della guerra che gli porta via case, gli strappa via figli, madri, padri, fratelli e che, quando va bene, amputa gambe e braccia, rende orfani, rende affamati, braccati, disperati. Sentendoci profondamente impotenti, un giorno d’estate ci siamo chieste cosa avremmo potuto fare noi per dare anche solo un benché minimo aiuto, per provare ad alleviare le pene di chi ogni giorno non sa se arriverà vivo alla sera”.

“Così ci siamo dette che l’unica cosa che sappiamo fare è scrivere – continua Francesca Grimaldi, scrittrice e poetessa – ma questo in che maniera potrebbe regalare un sorriso a quei piccoli che, con le ciotole ammaccate in mano, con i fratellini sulle spalle, sporchi e con gli sguardi senza più luce, elemosinano una cucchiaiata di zuppa e un sorso di acqua pulita? E poi, ancora una volta, la Poesia ci è venuta in aiuto”.


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