Ostia, Campeggio Capitol, WWF:  “Si blocchi la cementificazione e si ripristini l’ambiente”

11/3/2016 – Il WWF Litorale Laziale chiede il blocco dei lavori e il ripristino della naturalità nell’area del Campeggio Capitol, estesa oltre 25 ettari su via di Castelfusano, all’interno della Riserva Naturale Statale Litorale Romano. In questi ultimi mesi stanno lavorando con la massima velocità  alla realizzazione di imponenti strutture in cemento armato. E’ enorme l’impatto sull’ambiente naturale poiché si sta approntando un campeggio 5 stelle per ospitare oltre 5.000 persone, con piscina, ristorante, market, nuova viabilità. “Come è possibile che sia stata data la possibilità di sconvolgere gli equilibri naturali in questo modo? – si chiede Maria Gabriella Villani, vicepresidente del WWF Litorale Laziale – Ci troviamo infatti in un’area protetta, che il decreto istitutivo della Riserva Litorale Romano definisce zona 1 di massima protezione, zonizzazione confermata anche dalla più recente cartografia di modifica dei confini, D.M. n. 311 del 24.10. 2013, pubblicata sulla G. U . 20 -11-2013. Un campeggio potrebbe essere compatibile con una Riserva naturale a patto di preservare la vegetazione presente, di realizzare esclusivamente strutture di dimensioni contenute, – prosegue – preferibilmente di materiali ecologici come il legno, di privilegiare il campeggio in tenda, di individuare soluzioni sostenibili per gli spostamenti degli ospiti. Un campeggio di questo tipo attirerebbe persone amanti della natura, che desiderino trascorrere un periodo di riposo in un ambiente naturale, visitando aree archeologiche straordinarie come gli scavi di Ostia o dei Porti imperiali e poi magari rilassarsi passeggiando nella Pineta di Castel Fusano o prendendo il sole davanti alle dune di Castel Porziano e Capocotta. Ci stupisce che nonostante precedenti blocchi dei lavori, vari esposti, alcuni anche del WWF Litorale Romano e Laziale, un’interrogazione parlamentare, blitz delle forze dell’ordine oggi i lavori continuino. La Commissione di Riserva, organismo previsto dal Decreto Istitutivo della Riserva, il cui parere è vincolante secondo l’Art. 4. del DM 29 marzo 1996, come avrebbe mai potuto dare l’autorizzazione per un intervento in zona 1 con un così elevato impatto? E poi in assenza di Piano di Gestione vigente, che da dicembre 2014 è ancora al vaglio del Commissario ad Acta, della Regione Lazio, Vito Consoli. Nel Piano di gestione – in via di approvazione – l’area viene classificata come area a tutela di tipo D: Tutela orientata alla promozione economica, sociale e del tempo libero.  Le Norme Tecniche definiscono che “in tali ambiti sono consentite limitate modifiche finalizzate al recupero dell’area esclusivamente per attività del tempo libero e relativi servizi, qualora siano tesi a valorizzare la conoscenza e la fruizione della riserva, previo parere vincolante dell’Ente Gestore e previo V.I.A.” L’art. 11. 2 delle Norme Tecniche del Piano di gestione, dice chiaramente “Nei campeggi con superficie superiore ai 10 ha, per detti servizi generali, per ogni ha o frazione di ha di maggior superficie rispetto ai 10 ha, il suddetto indice di 0,02 mq/mq è ridotto di 0,01 mq/mq. I fabbricati sopra indicati dovranno avere un’altezza massima di m. 4,00 dal piano naturale di campagna.”

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