Ostia, pista ciclabile, il Mit ribadisce: “E’ illegittima”


08/02/2021 – Torna a ribadire la propria posizione il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: la pista ciclabile è illegittima. E lo fa in una nota del 5 febbraio a firma Capo Dipartimento per i Trasporti – Direzione Generale per la Sicurezza Generale, Speranzina De Matteo con la quale viene ribadita la validità del decreto 598 del 28 dicembre con il quale aveva dichiarato illegittima delibera n.25 del 5 agosto 2020 con cui il Municipio X aveva istituito la pista ciclabile del Lungomare di Ostia. Una delibera emessa in violazione dell’articolo 7 e l’art. 14 del Codice della Strada.

“Ricordiamo – spiega in una nota pubblicata sul proprio sito il Labur, Laboratorio di Urbanistica, che aveva chiesto l’annullamento della delibera municipale e che aveva sottolineato le irregolarità della pista ciclabile – che il Ministero ha incardinato il decreto su due punti: il primo riguarda l’illegittimità della regolamentazione da parte del Municipio X della viabilità nel tratto interessato dalla ciclabile; nel secondo punto il Mit chiariva come il Municipio Roma X avesse travalicato i limiti del proprio potere istituendo una pista ciclabile.

Contro tale decreto è possibile solo fare ricorso al TAR (60 giorni) o al Presidente della Repubblica (120 giorni).
Il municipio invece nella nuova delibera di giunta n.1 del 27 gennaio 2021 con cui ha prorogato la pista ciclabile, ha utilizzato il parere dei propri uffici (di parte) e si è assolto da solo: “… la competenza alla disciplina temporanea della circolazione stradale è del Municipio, contrariamente a quanto rilevato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti“.

Prendiamo atto che Roma Capitale, rappresentata dal municipio, di fatto non riconosce la legge e che non ha vergogna a compiere reati contro la Pubblica Amministrazione, ponendosi con alterigia infantile e supponenza davanti all’Ente gerarchicamente superiore.

Per tali motivi, LabUr – conclude la nota – ha dato mandato di valutare una denuncia penale e contabile nei confronti di Giuliana Di Pillo, in quanto, in qualità di presidente del Municipio Roma X,  ha pieno potere decisionale ad impartire le direttive necessarie alla dirigenza, come sancito dalla Cassazione”.

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