DIARIO DI BORDO -“In ogni circostanza”, rete solidale anticovid “Pacis”: centri di culto, ciurma, associazioni, gruppi e capi scout di strada

PASTORI E CAPI SCOUT DI STRADA

PASTORI VOLONTARI E CAPI SCOUT DI STRADA

16/06/2020 – Aiutare il Prossimo “in ogni circostanza”: è una parte della Promessa dello Scout e nel fondamento del Cristiano, di ciascun uomo di buona volontà. Tanti gli scout e i capi scout che in questi mesi di “stop istituzionale” hanno “silentemente e randagiamente” servito portando la spesa alle famiglie in difficoltà, di prefetture, municipalità, parrocchie, diocesi, villaggi. Del resto chi meglio della ‘cavalleria di San Giorgio’ sa mettere in lizza i suoi ‘eroi’ più veri quando si affronta un drago salendo a cavallo e caricando? Abbiamo veramente le testimonianze di tanti; solo alcuni per tutti, ad esempio, il Roma 4 Assoraider (come ci ha racconta il capo Giorgio M.), o il Roma 12 FSE “San Nicola di Bari” che ha provveduto a coordinare l’aiuto delle famiglie in parrocchia, o Ostia 1 Agesci “Stella Maris” che ha supportato i sacerdoti nella consegna dei pacchi spesa. E anche vanno citati i Capi CNGEI addirittura operativi in squadre organizzate di Protezione Civile nazionale come permettono i loro protocolli d’intesa.

Ma è andato anche oltre rispetto a quelle colonne d’Ercole che rappresentano le proprio realtà specifiche; in una modalità di prossimità e di missione sociale ha fatto rete cittadina. Si, perchè, essendo preparati a servire con il sorriso di un gioco, un gruppo di ostiensi e i Pastori del nostro Territorio hanno fatto, anche in momento di Covid, una grande e nuova occasione di testimonianza, un post-scoutismo che si apre all’extrassociatività che in fondo rappresenta il mare aperto della vita di un capo scout come di qualsiasi specifica associazione.

Insomma, cresciuti con l’esempio di un Cristo morto sulla croce gridando al mondo, senza paura, il suo messaggio d’Amore, o anche – se solo laicamente – con una promessa scout nel cuore e nelle braccia che dice, ripetiamo, “aiuto in ogni circostanza“, lo Scoutismo dei Capi, quello “davvero adulto”, si è messo in azione per la testimonianza pratica di una rinascita, resurrezione anzi delle proprie comunità di riferimento.

CRISTIANI DI OSTIA, RI-UNITI DAI BISOGNOSI INSIEME A GRUPPI E CITTADINI

A Ostia abbiamo visto una nuova forma di rete sociale di volontariato: una ciurma (un gruppo di volontari detto “la stiva” all’interno della ciurma socio culturale), debitamente inscritto alla ‘rubrica sociale del X municipio di Roma‘ (realtà accreditate dai Servizi Sociali dal tempo del Covid); il gruppo si ha operato insieme ai pastori cristiani cattolici, ortodossi, evangelica insieme a qualche capo scout a prescindere dalla sua categoria associativa.Le realtà direttamente coinvolte sono state la comunità cristiana cattolica (san Nicola parrocchia prefettura di Ostia della diocesi di Roma), ortodossa (la chiesa di via Ostiense “Ingresso del Signore a Gerusalemme”) e il centro Arca (delle Chiese IPL-sul Litorale Romano); hanno messo su un piccolo servizio di “spesa e aiuto alimentare” verso diverse famiglie di Nuova Ostia e Idroscalo e anche “preziose” ricariche telefoniche utili nel periodo della solitudine a sentirsi con gli altri. Le comunità religiose hanno anche sovvenzionato diverse raccolte alimentari. Tutt’ora l’aiuto continua. Soprattutto di rafforza a sua volta la rete territoriale privata-pubblica con la collaborazione di associazioni (in particolare il gruppo laico spontaneo “Il buon samaritano” insieme a Ornella e ai suoi amici e alla segnalazione di Salvatore D.S. dei Cristiani Messianici, o il gruppo in forze in Caritas di prefettura di Ostia “Rinaldo in campo”), con operatori dei servizi sociali, con semplici cittadini (approfittiamo per ringraziare Daniela D.P., Stefano M. e Lilli).

Non abbiamo promosso fin’ora quest’azione, soprattutto durante la pandemia, lasciandola, in qualche modo, nel “nascondimento” per tenere maggiormente invece l’occhio di Dio Padre fermo su di lei; tuttavia questa nuova modalità che mette insieme “delicatamente e in riservatezza’ i centri di culto di un territorio con associazioni di prossimità e capi scout (a prescindere dalle associazioni e metodologie, ma semplicemente nello spirito del Servizio diremo a stile “Aquile Randagie”) ci spinge a rendere testimonianza.

IL GRUPPO “PACIS”

Il gruppo Pacis, simboleggiato dalla “Tenda di Dio”, (lo chiameremo così perchè vede normalmente la collaborazione anche nella rubrica giornalistica di Duilio magazine “Ut Unum Sint” e nel passato tutto il percorso del Progetto Pacis, ndr) è composto dunque dai Pastori dei Centri di Culto, dalla Ciurma Socio Culturale attività detta La Stiva capitanata da Daniele G. (gruppo della Ciurma Associazione), da qualche Capo Scout della Partenza o di Strada (capi al di là delle organizzazioni e ideati dalla Ciurma – testo “Il Timone La Croce Il Giglio, ed. Galassiarte”), che si riconoscono dal “giglio scout stile asci ma di colore bianco”), da un paio di Capi Scout di altre associazioni metodologiche (Raffaela, Francesco, Sergio) che operano sul territorio. Nel gruppo della Ciurma  c’è anche Domenico V. un dottore di famiglia e altre professionalità utili.

Forse questo tipo di aiuto, un po’ ufficiale un po’ “silente”, può rappresentare un’alternativa efficace ed efficiente perchè opera preservando la riservatezza e la privacy delle famiglie e delle persone bisognose; le informazioni ci vengono da quei Centri spirituali di Culto che conoscono nel profondo non solo la situazione materiale della gente ma sopratutto il loro vissuto personale e a volte intimo. Questo può sostituire e scavalcare quel’imbarazzo istituzionale e pubblico di dover schedare o burocratizzare la relazione d’aiuto ufficiale, attrito che si è creato addirittura tra grandi istituzioni come la chiesa e o comuni ad esempio.

EDIFICARE UNA CITTA’ DAL CUORE DELL’UOMO

Insomma, “silente come il muschio che cresce” (diremo tra Capi Scout) opera questo gruppo “randagio” per il territorio verso le situazioni di bisogno e costruendo con loro relazioni che portino anche a un cambiamento sociale (non solo materiale). Questa “flottiglia della solidarietà” questi “capitani coraggiosi” in missione sociale nella cittadina sembra volere aiutare quei naufraghi della marginalità partendo dai luoghi dell’Anima, le chiese. Lo fa però interagendo con istituzioni civili, con gruppi associativi, spontanei, con panifici e forni (si ringrazia ad esempio Enrico e Stefania dell’Angolo della Pizza) e per questo motivo ha intercettato situazioni davvero al limite: ogni istituzione e gruppo associativo istituzionalizzato o comunque incasellato in una specifica cultura copre un settore specifico in particolare (ad esempio una parrocchia vedrà famiglie e persone che frequentano quel genere di attività e cultura come altri seguono in particolare un target, vedi comunità di Sant’Egidio con i senza tetto etc…) ma un gruppo invece “di mezzo” come gruppo Pacis, avvicinando volontari da diversi contesti e partendo però dai centri di culto vari, riescono a raggiungere chi si trova in situazioni di margine culturale o negli interstizi delle aggregazioni tout court.

Nello Spirito del  messaggio di Gesù che non conosceva sosta specifica ma raggiungeva l’umanità nella sua eterogeneità e dei Capi Scout delle “Aquile Randagie” che servirono italiani, ebrei, anche nazisti “convertiti”, vogliamo con questo articolo rendere testimonianza di questa modalità che fa da ponte tra realtà più o meno costituite ancorandosi però ai Pastori delle chiese credendo che in qualche modo questo potrebbe anche aiutare Ostia e altre città a riuscire ad edificare una Città dal Cuore dell’Uomo.

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