FOTO – VIDEO – Dragona, 84enne malato costretto a vivere tra muffa e degrado. “Mi faranno morire prima del tempo”

15/11/2018 – 84 anni, gravemente malato, invalido e costretto a vivere tra muffa e degrado nonostante le sue condizioni di salute richiedano un ambiente completamente differente e nonostante da anni chieda che la casa in via di Dragone dove vive venga ristrutturata dal Comune di Roma che ha in carico la struttura. E’ la storia del signor Lorenzo Roselli, pensionato che da anni vive all’interno della casa del custode dell’Ic Marco Ulpio Traiano di Dragona. Una posizione la sua completamente in regola e autorizzata da tempo dall’amministrazione capitolina come esattamente un anno fa abbiamo raccontato in un precedente articolo.

Da tempo l’uomo, invalido all’85% e con un insufficienza respiratoria che lo costringe ad avere con sé una bombola d’ossigeno, non riesce ad effettuare quegli interventi di manutenzione ordinaria che l’abitazione necessità e con il tempo le condizioni generali dell’immobile di proprietà dell’amministrazione comunale si sono aggravate. Macchie nere di muffa e le infiltrazioni di umidità provenienti dal tetto dell’abitazione dove erano iniziati in passato i lavori di isolamento. Lavori però mai terminati e che hanno portato, soprattutto nelle due camere da letto dove dormono l’anziano e la figlia con la nipote, a gravi infiltrazioni. “Le condizioni di casa – racconta Roselli – sono ormai estremamente degradate. Le finestre non funzionano a dovere, il tetto quando piove si trasforma in un lago perchè l’acqua non viene drenata in alcun modo, per non parlare poi del pino presente a ridosso del locale caldaia (la casa condivide un muro con il locale caldaie del vicino istituto comprensivo di Dragona, ndR) che preoccupa a causa della presenza di rami che in questi ultimi mesi si sono abbassati pericolosamente. Una situazione che mi sta uccidendo giorno dopo giorno. All’inizio dell’anno sono stato ricoverato per una settimana a causa di una polmonite che di certo se non causata è stata aggravata dalle condizioni di casa. Siamo disposti – conclude Lorenzo  – anche a lasciare la nostra casa per un’altro alloggio pur di poter andare via da questo incubo. Ho chiesto aiuto, ho scritto lettere, ma nessuno vuole fare qualcosa per noi”.

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