2/7/2016 – Dopo l’ordinanza di demolizione emessa nei giorni scorsi da Municipio nei confronti delle strutture abusive presenti all’interno del campeggio Capitol di via di Castelfusano a intervenire è Marco Severa dei Verdi del 10° Municipio. “Dopo anni di denunce e di esposti alle autorità, accogliamo con grande soddisfazione la notifica dell’ordine di demolizione. La vicenda in questione, inizia nel 2003 quando proprio la “Sil Campeggi”, chiede di poter riqualificare il vecchio camping abbandonato. La società incassa il via libera, ma i vigili urbani durante un controllo nel 2007, ravvisano un aumento delle cubature. Dopo aver ricostruito il fitto carteggio tra gli enti coinvolti, noi Verdi, nella figura di Angelo Bonelli, il 18 maggio abbiamo presentato un dossier sulla vicenda e consegnato un esposto a Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. Nei documenti analizzati, risulta che su un’area di 26 ettari della riserva statale del litorale romano, a massima protezione ambientale, si stessero effettuando dei lavori di realizzazione di strutture ricettive in cemento armato e che siano stati autorizzati 4430 metri quadrati di costruzioni invece – prosegue Severa – dei 1748,60 metri di volumi preesistenti, cioè più del 250% di volume rispetto alle strutture preesistenti su cui dovevano essere realizzati i cosiddetti lavori di restauro conservativo. Questi lavori, partivano grazie all’autorizzazione unica n.QA8030 del 30.11.2005 rilasciata, senza il parere della commissione della Riserva statale del litorale romano, dal Dipartimento Turismo di Roma Capitale, per la “Riqualificazione dell’ex camping Capitol”; inoltre essi hanno effettuato ulteriori pesanti interventi di modifica permanente del territorio, con opere di scavo, taglio degli apparati radicali delle essenze (Pinus Pinea) esistenti, installazione di chilometri di impianti tecnici interrati, sversamento di calcestruzzo e apposizione di recinzioni. Le norme di tutela all’art 7 del decreto ministeriale del 29 marzo 1996, prevedono che “Nelle aree di zona 1, area a tutela integrale, possano essere fatti solo lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, ma non nuove cubature”. Inoltre, per stessa ammissione della proprietà, per la realizzazione delle strade interne sono stati utilizzati diserbanti e calcinacci per colmare gli scavi e realizzare le strade. L’art.7, vieta anche espressamente l’uso di pesticidi e diserbanti nelle zone 1. Di fronte a questo, gli uffici del comune di Roma invece di procedere all’annullamento dell’autorizzazione sopraccitata, accolgono la perizia giurata della società S.I.L. srl, che afferma che le cubature in eccesso, erano dovute alla realizzazione di servizi igienici in forza dell’utenza prevista. Va sottolineato che questa dichiarazione giurata, è stata fatta da un tecnico della società e non è dato sapere se l’amministrazione pubblica abbia verificato la corrispondenza di quel dato con i volumi del vecchio campeggio Capitol. Mentre l’indagine dei magistrati prosegue, – conclude Severa – arriva la decisione del ministero dell’ambiente, che affida la gestione degli 8mila ettari di Riserva naturale nel Comune di Roma, al Corpo forestale dello Stato; una notizia rilevante, che dimostra come la nostra denuncia fosse fondata. Come è potuto accadere che gli uffici del comune di Roma non si siano resi conto di violazioni del genere? Ciò che è successo all’interno della Riserva, è l’ennesimo fatto grave, che manifesta la poca trasparenza degli enti locali e che colpisce ancora una volta l’intera comunità”.