Brucia ancora la pineta di Castelfusano. Restano chiuse Colombo e via del Lido di Castelporziano

18/7/2017 – Brucia ancora la pineta di Castelfusano. L’incendio divampato ieri in più punti infatti ancora non è stato domani e dopo aver lavorato per tutta la notte anche oggi gli uomini del vigili del fuoco, la protezione civile e del servizio giardini stanno combattendo contro le fiamme. Alle prime luci dell’alba sono tornati anche i canadair che stanno scaricando ininterrottamente migliaia di litri d’acqua sulle fiamme. Un incendio immenso e per il quale è stata fermato un idraulico 22enne sorpreso dai carabinieri di Acilia mentre appiccava il fuoco ad alcuni fazzoletti di carta. Il giovane potrebbe non aver agito da solo.

VIABILITA’ E POLEMICHE – L’estensione del rogo ha portato alla chiusura della Cristoforo Colombo tra l’Infernetto e la Rotonda di Ostia e via del Lido di Castelporziano con il conseguente congestionamento della circolazione stradale in un quadrante che vede nelle sue strade due asset fondamentali. E’ proprio su quest’ultima che si sono sollevate alcune polemiche in quanto la chiusura non viene segnalata all’ingresso dalla Litoranea ma solo qualche chilometro dopo costringendo gli automobilisti ad effettuare inversione di marcia e dover raggiungere la via dei Pescatori per poter entrate nei quartieri dell’entroterra.

Polemiche anche per la tempestività nell’arrivo dei canadair. Ad alzare i toni è il sindaco Raggi che presente sul posto denuncia come i primi mezzi aerei siano arrivati quasi ad un’ora di distanza. A rispondere è una nota della protezione civile che specifica come “la segnalazione è arrivata alle ore 15:51 e il primo elicottero è stato inviato alle ore 15:52”.

“Solo qualche settimana fa, il rogo si era sviluppato sul lato Canale dei Pescatori causato una baraccopoli, grande come una città, che si trova all’interno della Pineta di Castelfusano. Come Fdi chiediamo che vengano accertate le cause, per capire se l’incendio sia di origine dolosa. – Lo dichiarano in una nota Fabrizio Ghera capogruppo di Fdi-An in Campidoglio, Andrea De Priamo consigliere comunale e Monica Picca portavoce nel Municipio X – Di una cosa però siamo certi: il territorio è abbandonato e manca un programma di prevenzione antincendi. Esprimiamo la nostra vicinanza alle popolazioni colpite e facciamo appello a tutte le istituzioni affinché sia considerata una calamità naturale e vengano messi in campo strumenti straordinari sia per la messa in sicurezza di cose e persone che per spegnimento e prevenzione e rimozione insediamenti abusivi”.
“Roma brucia ma non ha un piano emergenza (fermo dal 2008) e non ha un capo della Protezione civile. Raggi a casa”. Rincara la dose il deputato del pd Marco Miccoli.

“Il grave incendio di ieri che ha ridotto in fumo buona parte della pineta di Castelfusano ha fatto emergere due gravi inadempienze da parte dell’amministrazione capitolina: l’inadeguatezza operativa della protezione civile comunale ancora senza un capo e l’assenza di un piano di emergenza per la capitale. – Così in una nota la capogruppo del PD capitolino Michela Di Biase. – Al fine di porre rimedio con immediatezza a due carenze gravi che compromettono la sicurezza dei  cittadini romani, il gruppo del PD capitolino ha  chiesto la convocazione urgente dell’Assemblea Capitolina”.

“Sono mesi che chiediamo attraverso il nostro Capogruppo in Campidoglio un concreto impegno della Giunta per la prevenzione degli incendi. A causa della mancata manutenzione del verde, della carenza di controllo delle aree, della inadempienza nella organizzazione della Protezione Civile, di cui ancora non è stato nominato il Direttore e per cui non sono stati stanziati sufficienti fondi, la situazione è più grave del previsto”. Lo dichiara il Coordinatore ed ex Consigliere di Forza Italia in X Municipio Mariacristina Masi. “Basti pensare che le risorse che controllano l’area incendiata di Castelfusano sono oggi meno della metà. Abbiamo chiesto anche un impegno del Sindaco affinché si coinvolga l’Esercito per tutelare il polmone verde della Capitale, senza ottenere risposta. Cosa aspetta la Raggi ad intervenire in modo più deciso? Rimarrà come Nerone a vedere Roma bruciare o finalmente metterà tutto quanto di sua competenza in campo per arginare il fenomeno?”

“Evidentemente c’è un piano criminale nei confronti della Pineta, va data una risposta forte da parte delle Forze dell’Ordine e delle Istituzioni. – Lo ha dichiarato in una nota Davide Bordoni, coordinatore e capogruppo al Campidoglio di Forza Italia. “Per fortuna che solo giovedì scorso, l’assessore Montanari, aveva risposta ad un’interrogazione di Forza Italia sull’emergenza incendi che ha colpito la Pineta, dichiarando che non c’era stato nessun taglio al piano anti-incendi e che la situazione era sotto controllo. Evidentemente qualcosa che non va c’è. I 5 Stelle si stanno dimostrando, anche in questa occasione, refrattari al dialogo e all’ascolto. Le associazioni, ultimo il WWF, non fanno altro che ripetere, come un disco rotto, che mancano i fondi e risorse umane per poter fronteggiare l’emergenza. L’emergenza che stiamo vivendo deve avere la priorità assoluta nell’agenda capitolina, lo dovrebbero aver capito da tempo”.

“Un’area che dovrebbe essere protetta e tutelata è diventata terra di nessuno, dove disperati si accampano e vivono in condizioni disumane. Il tutto nella più totale indifferenza delle Istituzioni, in primo luogo del Comune che porta la maggiore responsabilità della situazione attuale. Ora è importante accertare le cause di questo nuovo incendio e poi prontamente agire per mettere in sicurezza tutta l’area ripristinando la legalità. – Lo dichiara la senatrice di Alternativa popolare-Centristi per l’Europa, Fabiola Anitori. – Proprio domani l’ufficio di presidenza della Commissione Ambiente del Senato sarà riunito per audire il generale Antonio Ricciardi, Comandante del Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell’Arma dei Carabinieri sugli incendi che hanno interessato il territorio nazionale, ed in questa occasione chiederò che la questione di Castelfusano sia posta tra le priorità”. 

IL PRIMO BILANCIO – Ed ora polemiche a parte e nonostante le fiamme non siano ancora domate, è il momento di tracciare un primo bilancio di quanto andato in fiamme. Un calcolo parziale parla di almeno 200 ettari di bosco andati distrutti (nel 2000 furono circa 300) sui 1100 che compongono il parco urbano di Castelfusano e migliaia di animali uccisi dalle fiamme.

 

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