Bagnoletto, diffida del cdq contro l’installazione dell’antenna in via Carlazzo


16/4/2024 – “783 cittadini hanno espresso per iscritto la loro contrarietà all’installazione della stazione radio-base a Bagnoletto, diffidando Roma Capitale e i gestori di telefonia Vodafone Italia, Tim e Inwit”. Lo dichiara in una nota il Presidente del Comitato di Quartiere Bagnoletto, Marco Fagnani dopo la notizia della prossima installazione di una nuova antenna in via Carlazzo 11a Bagnoletto.
“Il Comitato di Quartiere è promotore della diffida ma certamente, se avessimo avuto modo – solo 2 giorni a disposizione – , avremmo informato la popolazione in modo più capillare e raggiunto sicuramente un maggior numero di adesioni. È stata purtroppo – prosegue Fagnani – una vera e propria corsa contro il tempo, a causa della scarsa comunicazione di Roma Capitale e del Municipio Roma X. Infatti la Conferenza di servizi, avviata il 20 febbraio 2024 dal P.A.U., è stata resa pubblica più di un mese dopo, il 29 marzo, con un laconico avviso sul sito di Roma Capitale. Una modalità quasi silente, forse studiata per chiudere nei tempi consentiti, compreso il silenzio assenso della P.A., le procedure autorizzative, senza attirare troppo le attenzioni dei cittadini residenti. Si deve ad un cittadino, tra l’altro non residente a Bagnoletto, – letto l’avviso, ci ha allertati – la nostra ‘presa di coscienza’ dell’iter autorizzativo dei lavori. Il che è tutto dire!
Un palo metallico di 27 metri, a cui ancorare 6 antenne TIM e 6 antenne Vodafone, 2 parabole e 24 apparati, da installare su un terreno privato in Via Carlazzo 11, è una scelleratezza da combattere non solo per le dimensioni gigantesche ma anche perché la soluzione migliore sarebbe stata localizzare il “mostro” su uno dei terreni comunali della zona industriale di Dragona, lontano dal pieno centro residenziale. Quest’ultima è una proposta alternativa del consigliere pentastellato Alessandro Ieva, avanzata durante le Commissioni municipali in seduta congiunta e che abbiamo subito condiviso. Una soluzione che potrebbe mettere d’accordo tutti, compreso il Comune che trarrebbe vantaggio economico da terreni attualmente in stato di completo abbandono. Siamo venuti a conoscenza che i co-proprietari dell’immobile interessato erano all’oscuro di tutto, ragion per cui si opporranno nei prossimi giorni mediante diffida, alla scelta unilaterale di uno dei co-proprietari, chiedendo l’interruzione di ogni processo attuativo: tanto più è possibile, quindi, che ci sia qualche vizio di forma nella procedura amministrativa o quantomeno un esame superficiale dei documenti. Noi del CdQ siamo arrivati alla conclusione che ci sono tutti gli elementi per bloccare l’installazione, anche le modalità di programmazione e individuazione dell’area lacunose e pericolose. E sapendo che il Governo ritiene le antenne di telefonia servizi primari come per luce, acqua e gas, facendo venire meno l’importanza dei luoghi sensibili c’è molto da riflettere!”

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