MESSAGGIO NELLA BOTTIGLIA – Stella Maris, il presepe più grande della città lidense


02/01/2022 – Nella Chiesa Stella Maris di Ostia Lido sorge il presepe più grande del lido romano che copre un’intera ala della chiesa di Viale dei Promontori 113.

E’ costruito da Marilena un’artista eccezionale nella tecnica ma soprattutto molto amata da tutta la comunità parrocchiale. Questa chiesa di Ostia ha la caratteristica di trasmettere l’amore per la Bellezza; grazie al Parroco don Carol Iakel c’è molta cura dell’ambiente parrocchiale che è sempre un cantiere a cielo aperto. Inoltre i talenti artistici del suo vice don Leonardo Bartolomucci completano questa pastorale di Stella Maris che parla il linguaggio dello stupore che nasce da ciò che le mani dell’uomo possono creare.

Il presepe di Stella Maris trasmette la rappresentazione del Natale in un modo che tocca il cuore. L’opera è costruita su tre livelli, registri:

più in alto abbiamo le montagne dove ci sono pochissime case. I monti erano luoghi pericolosi e oscuri, lontani dalla città, dove i briganti si nascondevano nei loro rifugi ed erano pronti per tendere agguati alle persone.

Al centro c’è il paese pieno di vita e abitato da numerosi mestieranti. Ce ne sono di tutti i tipi: il fornaio, la lavandaia, il falegname il pescatore e così via.

Infine in basso troviamo la campagna, immediatamente fuori dalla città, ed è lì che troviamo i pastori, gente che viveva ai margini della società, considerati impuri per il continuo contatto con gli animali e anche guardati con sospetto da tutti.

Le montagne, la città e la campagna, rappresentano tre situazioni diverse; la montagna è il luogo di chi vive lontano da Dio, nella tenebra, nel peccato. Le città sono i luoghi di chi vive la quotidianità della vita anche con tutte le delusioni, la routine che a volte stanca, annoia e rende la vita amara. La campagna è un segno di solitudine, dell’abbandono, dell’incomprensione e del disprezzo.

Questi tre luoghi spesso si confondono nel cuore delle persone. E allora il presepe è il Natale che viene verso di noi. Nella capanna che possiamo vedere in primo piano sale infatti un grido di speranza: Dio viene in mezzo a noi.

La capanna dove è presente questa sacra Famiglia, che ci indica la Bellezza a cui tendere, è ricavata da un bellissimo ramo d’ulivo. Esso è un albero che ci collega alla Passione del Signore Gesù; la sua asprezza quasi mal si addice alla dolcezza tradizionale del Natale.

Non dimentichiamo però il motivo ultimo per cui questo bambino è venuto al mondo: gustare la morte sulla croce, essere sepolto e risorgere il terzo giorno.

La luce che risplende nella notte di Betlemme anticipa già oggi quella luce che a Pasqua illuminerà la notte di Gerusalemme dove la morte verrà spazzata via, nella storia come nel nostro cuore, dalla luce nuova di Cristo risorto.

Sdt

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