DIARIO DI BORDO – Ostia, si rifugia per il freddo sulle scale di un condominio. Don Roberto: “agire uniti”


21/12/2021 – Sembra si chiami ‘Antonietta’ la signora trovata sulle scale di un condominio della zona di Lido Centro ad Ostia, tremante e confusa. Il tam tam dei social e il buon cuore degli abitanti del quartiere, a iniziare da una delle responsabili della zona Centro Storico di Ostia L.G., hanno dato conforto e celermente sono riusciti a rintracciare la famiglia. Ma il dramma dei più fragili e anche dei senza tetto diventa sempre più impellente su Ostia e X Municipio, soprattutto con l’emergenza freddo e abitativa. Questo ultimo fatto, avvenuto poche ore fa, ci inchioda.

Roma, la politica, devono dare risposte non solo a parole. In questa emergenza si aiuti la chiesa  – il commento di tanti residenti – che è una realtà capillare sul Territorio. Lo si faccia nel giusto modo, considerando la sua funzionale organizzazione già efficace ed efficiente; non ci si disperda in interventi disordinati o settoriali o peggio ancora nel “volontarismo” a volte anche ‘clientelare’.

E in effetti cresce il bisogno di prossimità nel tessuto metropolitano e di competenza; la ‘vocazione’ lidense, anche grazie al carisma del prefetto locale delle parrocchie reverendo don Roberto Visier, si muove per una carità e un volontariato che faccia rete tra le chiese, una decina. A completare questa azione è la commissione carità e volontariato, grazie all’impegno del responsabile Alessandro Bottero, che ramifica la caritas e i gruppi pastorali in tutte le comunità ecclesiali locali.

“Stiamo operando sempre di più secondo il criterio di ‘interparrocchialità'” – dichiara don Roberto – Da quanto ci riferisce la chiesa di Ostia è impegnata nell’organizzazione di uno spazio emergenza freddo abitativa presso alcuni locali già individuati, per pochi bisognosi, e per l’obiettivo, più a lungo termine, di costruire pensando un centro più esteso, sempre appoggiato ad una struttura ecclesiale. La commissione carità e volontariato coordina la prefettura di Ostia sempre più verso azioni di rete.

Mentre la chiesa e le decine di realtà associative e di volontariato, a iniziare da altri centri di culto, si coinvolgono, per la maggiore, in maniera silente e operativa passando celermente dalle parole all’azione, ci si chiede se le Istituzioni locali stiano considerando l’opportunità di adibire alcune strutture non ancora destinate all’uso sociale (una per tutte l’ex Parrocchia San Tommaso e la sua struttura di prossimità) o le diverse case e beni confiscate alla criminalità (notizia di soli pochi giorni fa l’individuazione di altre otto case confiscate) verso l’emergenza dei più fragili ancor prima di ipotizzare progettualità magari legate a questa o quella corrente culturale.

Ce lo chiede ‘Antonietta’, ce  lo chiedono tutti quelli che non hanno il tempo e il lusso, per certi versi, di sognare, di rappresentare o di pensare, ma che attendono da noi la consolazione di un agire semplice ma immediato e utile ad una vita che nel poco chiede tutto.

Sdt

 

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