Ladispoli, Bitti: “Per la scuola l’obiettivo prioritario è la didattica in presenza fin dal 13 settembre”


18/8/2021 – “Nei prossimi giorni, l’Amministrazione comunale avrà cura di incontrare i dirigenti scolastici per assicurare le migliori condizioni possibili per l’avvio dell’anno scolastico, fermo restando le competenze specifiche sugli immobili per il Comune e sull’organizzazione interna e della didattica per i dirigenti”. A parlare è l’assessore alla pubblica istruzione, Fiovo Bitti, in previsione dell’apertura dell’anno scolastico fissato per il 13 settembre.

“Sulla base delle indicazioni finora fornite dal Ministero dell’istruzione- prosegue Bitti –  si ricorda infatti che Parlamento e Governo possono intervenire ulteriormente nelle prossime settimane, è possibile provare a dare delle indicazioni di massima alle famiglie, le quali, chiaramente, dovranno comunque fare riferimento alle circolari che saranno emanate per ogni singolo Circolo didattico. L’obiettivo è quello di svolgere le lezioni in presenza fin dal 13 settembre, con il ricorso alla didattica a distanza, ora definita didattica digitale integrata, soltanto in casi ed eventi eccezionali e con provvedimenti mirati di presidenti di regione e sindaci. Volendo immaginare una giornata tipo per lo studente o la studentessa, come nello scorso anno, l’entrata sarà scaglionata e non sarà possibile accedere a scuola o rimanervi con una temperatura superiore a 37,5 gradi. Il comitato tecnico scientifico insiste sul fatto che non è compito della scuola misurare la temperatura corporea, ma dovrebbero essere i genitori, in uno spirito di collaborazione, a tenere il proprio figlio o figlia a casa”.

“Per l’accesso, gli studenti  – continua Bitti – non dovranno esibire il green pass; dovrà farlo, al momento fino al 31 dicembre, il personale scolastico. Confermate le indicazioni anche con riferimento all’utilizzo della mascherina con le eccezioni già indicate lo scorso anno (età inferiore a sei anni frequentanti la scuola dell’infanzia; persone con patologie o disabilità incompatibili; attività sportiva) e il distanziamento interpersonale di almeno un metro. Il Ministero nella sua nota esplicativa chiarisce che la misura sul distanziamento è raccomandata, permettendo così una valutazione di quelle che sono le condizioni strutturali e logistiche degli edifici che ospitano le classi. È fondamentale comunque assicurare tutte le altre misure, dalla igienizzazione delle mani all’areazione, fino alla pulizia dei locali. Altra raccomandazione, laddove possibile, è quella relativa al distanziamento di due metri fra l’insegnante e gli allievi. Per la sola scuola dell’infanzia, il Ministero continua a raccomandare la cosiddetta didattica a gruppi stabili, sia con riferimento ai bambini e alle bambine che al personale, in modo tale da poter circoscrivere con facilità eventuali focolai. La somministrazione dei pasti può avvenire nelle mense scolastiche e in altri spazi a ciò destinati, formula che lascia ampi margini di intervento ai dirigenti scolastici, naturalmente in raccordo con gli organismi competenti, ad iniziare dalla Asl, e fermo restando alcune indicazioni di massima: gli operatori dovranno indossare la mascherina; la somministrazione potrà avvenire nelle forme usuali, anche senza l’impiego di stoviglie monouso; il rispetto delle ordinarie prescrizioni di distanziamento, quindi un metro, durante il consumo dei pasti e le fasi di ingresso e uscita; l’igienizzazione personale. Il Ministero consiglia anche di procedere ad una turnazione, se necessario per ridurre l’affollamento dei locali”.

“Più complessa – conclude Bitti – la gestione dell’attività di educazione fisica, sia all’aperto che nelle palestre. In zona bianca, la mascherina non serve, purché sia garantito il distanziamento di due metri; sempre in zona bianca sono possibili le attività di squadra, anche se al chiuso sarebbe meglio privilegiare quelle individuali, con quest’ultime raccomandate in zona gialla e arancione. L’uscita, come l’entrata, è sempre scaglionata; fondamentale, in questa fase, la collaborazione dei genitori per evitare inutili e pericolosi assembramenti. Ultima annotazione: al momento non è previsto un obbligo vaccinale anti Covid-19 per gli studenti e le studentesse, essendo la decisione rimessa alle famiglie. L’obbligo riguarda il personale scolastico, con alcune eccezioni”.

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