Commissione Trasparenza, Di Giovanni (M5S): “Gravi le illazioni di Malara sull’ingerenza politica agli uffici”


10/07/2021 – “Sono gravissime le dichiarazioni del consigliere Pietro Malara, apparse a mezzo stampa e pronunciate all’interno della commissione dallo stesso presieduta, in relazione alle possibili ingerenze da parte della componente politica di maggioranza sugli uffici del Municipio X. Parole che si pongono al limite della diffamazione, ben lontane dalla critica politica che seppur ammessa non dovrebbe mai sfociare in esternazioni di questo tipo, soprattutto se prive di fondamento probatorio”. Così in una nota il Vice Presidente Vicario della Commissione Trasparenza e Garanzia del X Municipio, Antonino Di Giovanni.

“Chiederò alla Presidente del Consiglio, garante degli organi consiliari, di convocare immediatamente una riunione dell’Ufficio di Presidenza per valutare il comportamento del consigliere Malara su come utilizza la sua commissione e lo farò a fronte delle gravi illazioni davvero pesantissime nei confronti della maggioranza. Strano davvero il concetto di legalità, per un pubblico ufficiale, che si permette di accusare, anche se sotto forma di illazione, una parte politica, di ingerenza verso gli uffici, facendo credere ai cittadini che si stia commettendo un probabile reato di abuso d’ufficio. Oltretutto, dopo aver convocato, senza aver precedentemente fatto accesso agli atti ed informato i membri componenti sull’argomento, basandosi solo su atti prodotti da persone ospiti durante la commissione, che non fanno nemmeno parte degli uffici; una procedura del tutto inusuale per chi dovrebbe dare garanzie ed essere trasparente. Se il Presidente Malara non si dimette, sarò costretto io, come Presidente Vicario della commissione Trasparenza e Garanzia a dimettermi, a seguito dei reiterati comportamenti scorretti del Presidente. Non posso più tollerare, che si usi la commissione per fare accuse infamanti all’amministrazione e agli uffici, – conclude Di Giovanni – nonché per fare campagna elettorale al suo partito, anziché svolgere la funzione propria dello scopo per la quale è stata istituita la stessa”.

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