Ostia, Malara: “Danno erariale sul lungomare?”

10/04/2021 – “Il Movimento 5 Stelle come Attila: dove passano loro non cresce più l’erba! Nonostante la “rivoluzione” annunciata a più riprese, oggi il lungomare Duca degli Abruzzi, ad Ostia Ponente, è un triste vivaio di piante morte”. A dirlo in una nota è Pietro Malara, Capogruppo di Fratelli D’Italia X Municipio. 

“Il consigliere capitolino Paolo Ferrara e l’Assessore all’Ambiente del X Municipio Alessandro Ieva – prosegue Malara – negli ultimi due anni si sono spellati le mani in preda a un delirio di autocompiacimento, ma la realtà ci mostra un chilometro di passeggiata sul mare disseminato di sterpi secchi e palme in evidente stato di sofferenza. L’Assessore Ieva, rispondendo a un’interrogazione del sottoscritto, ci spiega che solo tra il 2019 e il 2020 sono stati spesi quasi 90mila euro esclusivamente per la piantumazione di essenze arboree nelle aiuole: due tentativi andati miseramente a vuoto! Essendo state messe a dimora in pieno inverno in entrambe le circostanze, le piante non hanno resistito alle basse temperature e alla forte brezza marina carica di sale. E poco importa se l’ultimo intervento risulta coperto da polizza assicurativa: ci era stato garantito lo stesso per il precedente appalto, eppure oggi ci ritroviamo con un lungomare desertificato malgrado una spesa di 90mila euro. Ai quali vanno aggiunti i circa 50mila euro investiti per l’impianto di irrigazione interrato di ultima generazione: salendo in cattedra come da prassi grillina, il consigliere Ferrara ci aveva assicurato ‘via social’ che il sistema sarebbe stato gestito dal Servizio Giardini da remoto attraverso un’applicazione, ma evidentemente qualcosa non ha funzionato a dovere. Per far apparire una bella e folta siepe sul lungomare di Ostia – conclude Malara – gli consigliamo allora di ricorrere allo stesso software di fotoritocco utilizzato per disostruire i tombini in zona Boccea. Ironia a parte, senza dubbio si profila un grave danno di natura erariale: dunque mi sembra doveroso ricorrere alla Corte dei Conti affinché qualcuno risponda di questo ignobile spreco di risorse pubbliche”.

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