Giorgia: “Con il ballo ho battuto l’emiparesi”

Giorgia, 16 anni, ha fatto dei suoi limiti la sua forza. È seguita dalla Fondazione Roma Litorale. Galloni: “Aspetto psico-fisico degli adolescenti è centrale nelle terapie”


13/04/2021 – “Ballo, ballo sempre. Mattina, pomeriggio, sera. Quando balli ti dimentichi di tutto”. Giorgia è una splendida ragazza di 16 anni che nella sua vita ha sempre combattuto. È affetta da una emiparesi del lato destro che la costringe a continue visite e riabilitazioni. Lei però non ha mai perso il sorriso e ha fatto dei suoi limiti la sua forza.

“Quando vedevo i bambini che mi guardavano, mi prendevo la mano e dicevo loro ‘c’è un mostro che ti insegue’. Era divertente. Oggi sto meglio, sto imparando a conoscermi, a conoscere i miei limiti”. Giorgia è una ragazza come tante, balla, ha le sue passioni, i suoi amici. Ma non è sempre stato così. In questi 16 anni ha lottato molto. “Ho fatto molte visite – spiega -. Alla gamba sono riuscita a risolvere con un intervento chirurgico, alla mano invece no. Non c’erano tecnologie per migliorare”.

Ha superato molte sfide, tra questa quella più difficile è stata la diffidenza. “Quando ero piccola ho avuto episodi con dei bambini che non sono stati carini con me. A 9 anni ho iniziato a non piacermi. Però grazie alla mia famiglia ho superato tutto. Ora li lascio guardare e me ne frego. Quello che ho passato mi ha reso come sono. Devo ringraziare mia sorella gemella, è la mia migliore amica. Lei mi ha dato tanta forza. I miei amici, la mia mamma, il mio papà, la Fondazione Roma Litorale e tutti coloro che mi sono stati accanto in questi anni”.

Giorgia è seguita da 9 anni dalla Fondazione Roma Litorale. Oggi è un’ottima ballerina.

“Giorgia è con noi da quando è molto piccola – afferma la dottoressa Virginia Alivernini, della Fondazione Roma Litorale -. La sua passione per il ballo è stata una immensa opportunità che ci ha permesso di lavorare su più fronti, sia quello fisioterapico sia sull’accettazione di sé. Abbiamo costruito insieme a lei un percorso, individuando gli obiettivi comuni proprio per permetterle di essere parte attiva. Abbiamo puntato molto sull’integrazione, sulla coordinazione e sulla consapevolezza del proprio corpo. Sull’equilibrio sia fisico che interiore. Giorgia è una ragazza fortissima che ha dimostrato a tutti come la semplicità e il sorriso possano battere qualsiasi forma di diffidenza e meschinità”.

“Come Fondazione siamo molto attenti al percorso psico-fisico dei ragazzi – sottolinea il direttore generale della Fondazione, Stefano Galloni -. L’adolescenza è un momento culminante per tutti, in cui si inizia a fare i conti con il proprio corpo, con se stessi. Ecco perché abbiamo messo a punto un percorso che si chiama ‘Progetto Ribelle’ che li accompagna in questo periodo. Un progetto che ha suscitato molto interesse in Italia, tanto da essere premiato come uno delle best practice italiane dalla Fondazione Unicredit”.

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