ABBIAMO RICEVUTO – Dopo bus e tram anche i treni prendono fuoco

Roma - lido principio d'incendio

Gravissimo incidente ieri pomeriggio sulla Roma Lido:
tranciata la linea elettrica aerea al passaggio d’un treno, CAF300 diretto a Roma; trascinati i cavi elettrici dal pantografo per decine di metri e ricaduti, in più punti, su vagoni e poi sulle sterpaglie della massicciata; l’alimentazione elettrica è rimasta per tanti, troppi secondi, attiva, senza che venisse staccata nella sottostazione elettrica del Torrino, e questo ha innescati scoppi e fiamme sulla fiancata del treno e sull’erba vicino ai binari ben documentati dai molti filmati di cittadini e passanti presi in diretta.
Non è stato un meteorite piovuto per caso dal cielo, ma un altro esempio del progressivo ed inarrestabile degrado della infrastruttura.
Va avanti da troppi anni e lo abbiamo da sempre denunciato, mentre ATAC S.p.A., in primis, e Regione Lazio, in seconda battuta, hanno sempre minimizzato. S’è rischiato di brutto: non si è trattato di un “normale” guasto. Questa volta poteva andare molto peggio. La presenza di spirito del macchinista è stata provvidenziale; i passeggeri a bordo, assai pochi (a quell’ora, verso Roma in un Venerdì santo di Pandemia e smart working), chiusi quasi in gabbia, per fortuna protetti dalla carlinga metallica del treno, pur impauriti non hanno aperto le 24 porte del treno dal lato della massicciata: avrebbero corso il rischio mortale di essere colpiti dai cavi penzolanti e ancora sotto tensione elettrica. Hanno atteso di scendere, da una sola porta, aperta in sicurezza, sull’erba della massicciata eccezionalmente sfalciata e potata da ATAC come non accadeva da anni.
I filmati diffusi in rete mostrano scene degne di qualche action movie, con fiamme, scoppi e fuochi dappertutto e possiamo immaginare gli attimi di terrore vissuti dai passeggeri, a cui va tutta la nostra solidarietà di pendolari.
Non è la prima volta che vediamo i viaggiatori sui binari e spesso in quel punto tra Tor di Valle e la sottostazione elettrica del Torrino.
Non ci piace dire: “noi l’avevamo detto”; giudicate voi se, in tutti i documenti di proposta ed i comunicati diramati dal Comitati Pendolari in questi anni, non trovate le opportune segnalazioni di pericolo. Lo abbiamo detto anche personalmente alle ineffabili controparti di Atac S.p.A. e Regione ed anche del Comune di Roma: senza un’adeguata e costante manutenzione la linea e i treni rischiano grosso.
Ma le risposte degli interlocutori avevano il senso di “state sereni; lasciate fare a noi”; questi i risultati!
La gestione della ferrovia è una cosa complicata e va fatta da strutture e da persone in grado di farlo. Competenti e capaci. Ma, ahimè, finora non ne abbiamo incontrate molte ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
La Regione dal 2016 sta sbandierando all’universo mondo una pioggia di finanziamenti sulle ex – concesse (di cui i mitici 180 milioni solo per la Roma Lido). Dopo 5 lunghissimi anni non è stato speso neppure 1 centesimo e non è chiaro se e quando le opere e gli acquisti previsti si tramuteranno in realtà, quando finalmente si passerà dalle parole ai fatti, dalla propaganda alla fattualità, dagli annunci a mezzo stampa ad azioni concrete.
Si, perché, ormai, la politica (e non solo) è malata di “annuncite”: non è importante fare le cose, basta dire a mezzo stampa che si ha intenzione di fare le cose.
Non abbiamo mai creduto alle bugie, non abbiamo mai creduto alle rassicurazioni, non abbiamo mai creduto alle promesse e non ci siamo fatti blandire. Viviamo sulla nostra pelle l’inefficienza e l’incapacità di questi signori, alcuni incollati sulle medesime poltrone da più anni e da più Giunte, che non si degnano mai di salire su un treno per capire quale è la vita del pendolare, quando i treni si rompono e la gente deve scendere, gli ascensori e le scale mobili sono normalmente… bloccate, il personale di stazione è sotto dimensionato (nella stazione di Tor di Valle, a poche centinaia di metri dall’incidente, non c’era un solo addetto di ATAC) o le corse saltano e le banchine si riempiono ed i treni… pure.
Questi signori stanno dietro le loro scrivanie e al massimo consultano qualche pezzo
di carta rassicurante, senza sapere, senza capire!

Siamo stufi di essere presi in giro da questi personaggi mediocri. Poche settimane fa Comune e Regione hanno sbandierato un Accordo sulla Roma Lido, ontologicamente destinato a favorire la speculazione edilizia e finanziaria di Tor di Valle, salvo poi essere scaricati dalla nuova proprietà della A.S. Roma (più intelligente della precedente), in cui c’era la solita lista di interventi e il solito fiume di quattrini da investire, sempre gli stessi… riciclati. E ora che succede?
Aspettiamo di vedere che accadrà quando il polverone sollevato dall’incidente si sarà attenuato e l’attenzione sarà rivolta altrove. Cosa rimarrà delle dichiarazioni roboanti? Degli impegni dichiarati? (vedi p. es. quelle improvvide dell’Assessore regionale Alessandri: “Chiudiamo la linea e facciamo i lavori” che denota di non conoscere bene neppure l’argomento di cui sta parlando.)
Ci sembrano al massimo dichiarazioni di intenti per tirare a campare. Altro che potenziamento della Roma Lido! In questo modo Atac, Regione e Comune la stanno uccidendo, come stanno uccidendo la Roma Nord.
Partano subito tutte le gare annunciate da mesi con i soldi dei finanziamenti disponibili da anni, quasi tutti derivanti da fondi e nazionali del MIT o dati da CIPE.
Chiediamo ora di essere ammessi come uditori alla “presunta” commissione di inchiesta, immancabilmente annunciata da Atac o dalla Regione ad ogni incidente o guasto grave e di cui, altrettanto immancabilmente, non si conosce mai un risultato, non si può mai leggere una relazione finale:
perché non ha funzionato l’interruzione istantanea della tensione di linea da quante ore di esercizio il cavo di alimentazione aerea era in funzione; quando era stato verificato l’ultima volta?
Stessi quesiti per il pattino del pantografo.
I Cittadini, anche quelli che non viaggiano in treno ma solo in automobile sulla via del Mare e la Ostiense (ieri pomeriggio bloccate come in una giornata di mare in un luglio pre Pandemia) hanno diritto a delle scuse da questi personaggi incapaci di fare il proprio lavoro.
Se volessero fare un gesto da persone serie, farebbero bene a dimettersi e lasciare il posto a qualcuno più competente.
ATAC S.p.A.. il suo Dirigente Responsabile dell’esercizio (di cui abbiamo più volte chiesto le dimissioni) la Regione Lazio, l’Assessore ai trasporti e il suo staff la Regione Lazio, il Dirigente della Direzione regionale trasporti e il suo staff il Comune di Roma, l’Assessore alla mobilità e il suo staff. Ognuno di loro ha la sua parte di responsabilità per lo stato in cui versano le ferrovie ex concesse.
Non aspettassero che succeda qualcosa di più grave per dare le dimissioni!

Comitato Pendolari Roma Ostia

 

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