DIARIO DI BORDO – “Il mare lo accoglievamo anziché ingabbiarlo”, da una mareggiata di quasi 100 anni fa

03/01/2021 – “Da 60 anni vivo all’Idroscalo, ricordo il primo inverno, una mareggiata forza7/8 – E’ Sergio Leoni, storico e noto abitante dell’Idroscalo di Ostia, che si confida a cuore aperto ricordando i pericoli già superati dai cittadini di questa caratteristica zona della cittadina lidense – la scogliera a mare arrivava fino alla foce ed era piena di bilancioni alti fino a dieci metri dalla spiaggia sottostante.

Le onde li superavano ampiamente, il mare si infilava tra le case invadeva tutto, gli abitanti di allora non si opponevano, aprivano porte e finestre per non farsi distruggere, alzavano i mobili e i pochi elettrodomestici permettendo l’acqua di entrare e riuscire, limitando i danni.

La foce del Tevere era un’altra cosa solo spiagge e canneti, solo pochi giorni prima pochi metri d’acqua dividevano le due sponde. L’estate la secca d’acqua del fiume aveva creato isolotti e quella prima piena del fiume trovava un ostacolo verso il mare.

Lì c’era l’ex Idroscalo distrutto e bombardato e alla foce un centinaio di casette, una comunità che viveva felice li, dove aveva, dopo la guerra, deciso di ricominciare a vivere. Io e la mia famiglia da pochi mesi avevamo acquistato la trattoria della SORA ELVIRA, da prima, inesperti provammo a difenderci dall’acqua che voleva entrare, poi Andrea il vecchio guardiano dei bilancioni ci disse d’aprire tutto e che tutto sarebbe passato a breve.

Quel giorno con un fornello d’emergenza i tavoli affiancati e una tavolata improvvisata con tavoli e sedie sopra i tavoli mangiammo la polenta cucinata da mia madre, con la scontata corsa alle tre salsicce al centro della spianatora, e nel frattempo sotto i nostri piedi i cefali rincorrevano i lattarini e le cechette. Questo il ricordo della prima mareggiata e della prima inondazione del Tevere, senza tragedie, ne protezione civile, né inutili transumanze.

Oggi la gente è più fragile ed impaurita, le comodità e le assistenze indeboliscono, ancora oggi ci vorrebbe l’esperienza di Andrea il vecchio guardiano delle bilance, ciao meditate gente!”

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