DIARIO DI BORDO – Di nuovo a Ostia il Cardinale che “incorona” il Papa: a Sant’Aurea S.E.R. Giovanni Battista Re

12/12/2020 – Ostia ha di nuovo il suo Cardinale Ostiensis. Sua Eminenza Reverendissima mons. Giovanni Battista Re è stato accolto nel Borgo di Ostia Antica. Come da antica tradizione il decano del collegio cardinalizio ha preso possesso del titolo della chiesa suburbicaria di Ostia presso la Cattedrale Lidense la Basilica di Sant’Aurea. Ad accoglierlo il Vescovo Dario Gervasi, il parroco Padre Agostino Ubomah e la comunità.

E’ un tempo opportuno affinché Ostia acquisisca di nuovo la coscienza di quell’importanza universale e quella consapevolezza cittadina, culturale e sociale, che gli consentiva, unica nel mondo, di posare sul capo dei Pontefici di Santa Romana Chiesa il ‘pallio’ papale, di fatto incoronare il Sommo Pontefice e inoltre di consacrare con l’olio santo gli imperatori.

Il pallio rappresenta la pecora che il pastore porta sulle sue spalle come il Cristo ed è pertanto simbolo del compito pastorale di chi lo indossa. Inizialmente era riservato soltanto al vescovo di Roma, successivamente i papi lo concedettero a Ostia, ad alcuni vescovi e arcivescovi.

L’ultimo notissimo Cardinale Ostiense fu proprio Joseph Ratzinger poco prima di ascendere alla Cattedra di Pietro con il nome di Papa Benedetto XVI.

Lo stesso Re ha evidenziato il percorso storico per il quale che dal 1587, per decisione di Sisto V, la basilica «divenne la sede dei cardinali decani del Collegio cardinalizio, perché sede vescovile più strettamente vicina a Roma». Per questo, il porporato si è detto molto grato al Papa e «ai confratelli cardinali per questo titolo» che per la sua importanza offriva il pallio al Sommo Pontefice.

Il porporato ha poi sottolineato come «nella società rumorosa e affaccendata del nostro tempo», la basilica di Ostia Antica dedicata a Sant’Aurea — «giovane martirizzata qui vicino alla via Ostiense — si presenta «come un’oasi di pace, dove lo spirito può aprirsi a Dio». La chiesa, che lungo i secoli ha subito varie trasformazioni e ricostruzioni, oggi «si presenta piccola nelle sue dimensioni, ma splendida e armoniosa nelle sue linee architettoniche e, soprattutto, carica di storia».

Le sue radici, ha ricordato il porporato, risalgono al III secolo: la prima notizia appare infatti nel 229. Essa è collocata nella zona cimiteriale di Ostia Antica. Nel 387 nella chiesa furono celebrate le esequie di santa Monica che vi fu sepolta. Per questo, è «motivo di commozione per me — ha confessato il cardinale Re — prendere possesso di questo titolo, che ci parla di fede e di religiosità».

E’ un’occasione unica per Ostia per sottolineare una sua ritrovata importanza nella cultura cristiana e cattolica per la cittadina, per Roma e per il mondo intero e di cui tutti possiamo acquisirne una rinnovata consapevolezza in questi anni che vedranno Ostia Antica divenire Patrimonio Universale UNESCO.

La Ciurma – Sdt

 

 

 

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