20/11/2020 – Emergenza educativa sul litorale romano in particolare Ostia e Fiumicino entroterra. La chiusura della Consulta giovanile del X Municipio di Roma per mancanza di partecipazione né è l’atto definitivo. Oggi la giornata mondiale dedicata all’infanzia e all’adolescenza ci aiuti a sottolineare questo disagio oggettivamente in crescita. Se questo, come tanti dicono, è un periodo di ‘guerra’ allora anche in campo educativo occorrono ‘armi e strategie nuove: avamposti e mezzi ‘speciali’. Il ‘nemico’ da contrastare fa vittime nelle strade tra i nostri giovanissimi. Abbandonare l’approccio ex cathedra e sanitario per professionalità che sappiano dialogare e relazionarsi nel sociale tra quotidiano e prossimità.

Forse emulando qualche serie televisiva sulla malavita, forse replicando quelle immagini di terroristi che rimbalzano spesso di TV in TV, di social in social sta di fatto che gruppetti di ragazzini, dall’età comprensibile tra i 12 ai 17 anni, reagiscono con violenza ad un clima di disagio psico-sociale soprattutto per le chiusure anticovid delle agenzie educative sia quelle scolastiche in molti casi, sia in generale per quelle culturali, sportive. 

Da una prima ricerca sembra che il problema sia concentrato per le strade, per le piazzette, i parchetti non soltanto nell’entroterra del X Municipio ma anche a Ostia, Fiumicino e Parco Leonardo.

Piccole gang che infastidiscono i gruppetti di pacifici rivali, altri gruppetti che se la prendono con le infrastrutture urbane, altre deturpando con la vernice spray muri e oggetti. Solo per citare l’ultimo fatto di cronaca pochi giorni fa un aggressione in zona Infernetto di un quindicenne appena sceso dall’autobus e che era stato pedinato, poi raggiunto e picchiato per pochi euro. Alcuni cittadini poi segnalano anche la presenza di giovanissimi che si sposterebbero anche senza mascherine.

In alcune zone sui social il tam tam di genitori e parenti testimonia una situazione preoccupante dove ragazzini, fin dai 12 anni, sarebbero lasciati scorrazzare per le vie fin subito dopo l’uscita dalla scuola pubblica, alle 14.15 circa.

I giovanissimi sono l’anello debole sul quale insiste un malessere psicosociale che grava sulle famiglie in questo periodo di crisi sanitaria ed economia. La chiusura delle agenzie educative, sportive e culturali, lascia certamente i ragazzi senza attività e punti di riferimento soprattutto in quell’età dove oltre ai genitori si cercano adulti positivi da seguire.

Il ricorso alla piazzetta e ai parchetti dove ‘nascondersi’ e in qualche modo ‘autoproteggersi’ è un deterrente certamente precario; la parola d’ordine per trovare strumenti educativi in questa fase, e forse anche in una pedagogia futura, è Unità di Strada Educative. Docenti, educatori, si spostino nelle strade per incontrare i ragazzi o anche per ascoltare le famiglie. 

Una parte dell’orario dei professori di classe e di sostegno sia utilizzato per uscire dalle strutture o dal web dell’online per camminare tra i quartieri delle città e intercettare i ragazzi. Alle finalità di didattica strumentale si implementi, in questo periodo storico, il contatto e la relazione educativa. 

E mentre il Comune di Fiumicino può vantare l’istituzione del Garante Infanzia e Adolescenza già da alcuni anni, Ostia e il X Municipio di Roma ancora mancano di questo ruolo , tra l’istituzionale e il tecnico, che possa fare tra raccordo tra Scuola e galassia educativa extrascolastica, Servizi Sociali, Centri Educativi, Associazioni varie.

(La Ciurma – Sdt)

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