A Dragona la celebrazione della “Giornata contro la violenza sulle donne”. Da quest’anno anche i cristiani in memoria di Aurea


23/11/2020 – Anche quest’anno il 25 novembre vedrà nel X Municipio lo svolgersi di manifestazioni in occasione della “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro donne”. A Dragona il locale comitato cittadino organizza l’evento nel parco “Donne Vittime del Femminicidio” in via Carlo Casini. Sebbene a causa dell’emergenza covid si svolgerà in maniera simbolica e riservata sarà tuttavia un messaggio forte e in concomitanza con centinaia d’iniziative in tutta Italia.

Da quest’anno anche la comunità cristiana lidense è invitata a partecipare alla cerimonia portando la memoria storica di Aurea, la ragazza uccisa brutalmente dagli uomini violentemente intolleranti e da una cultura di potere, nel III secolo d.C. e sul ricordo della quale è stata edificata la Cattedrale di Ostia, Sant’Aurea per l’appunto all’interno del Borgo di Ostia Antica. Un invito a prendere parte alla manifestazione indirizzato anche ai rappresentanti della Chiesa Ortodossa.

Sarà presente Padre Agostino Ugbomah  della Chiesa di Sant’Aurea a esprimere il ricordo di Lei.

“Aurea e le altre” si potrebbe dire, uccise brutalmente perché non conformi al volere della violenza. Aurea, coraggiosa ragazza, brutalmente gettata in mare con una pietra al collo, per nasconderla e cancellarla per sempre. Mare che la restituì miracolosamente dopo qualche ora sulla spiaggia di Ostia affinché i suoi amici cristiani ne raccogliessero le spoglie e la memoria.

“Noi cristiani, in genere noi credenti, non possiamo più essere distanti dagli appuntamenti con la storia – dichiara Stefano Di Tomassi della Rete Pacis, di incontro ecumenico e dialogo sul X Municipio di Roma – lontani dalla realtà del quotidiano e prossima alle nostre case vicine, alle persone, alle tante culture. Dio si è incarnato nella realtà e anche noi dobbiamo vivere le culture a iniziare da quelle metropolitane; come possiamo pensare di integrare chi viene dall’altra parte del mondo se non riusciamo nemmeno a incontrarci tra noi italiani sebbene di diverse culture storiche metropolitane?”

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