ABBIAMO RICEVUTO – “Decadimento pinete della Riserva Litorale Romano: serve l’intervento di esperti!”


Ieri mattina ho percorso i viali della Pineta di Castel Porziano e della Villa di Plinio, la settimana scorsa il sentiero interno alla pineta di Castel Fusano che corre parallelo ed in prossimità del canale dei Pescatori e ho potuto constatare la velocità con la quale sta procedendo la moria non solo dei pini ad opera della cocciniglia (Toumeyella parvicornisma) ma anche di lecci, anche di grandi dimensioni. Il sottobosco è un groviglio di arbusti rinsecchiti, piante rampicanti, rami e tronchi di alberi morti e schiantatisi a terra. Numerosi

gli alberi completamente ricoperti dall’edera, che una volta che invade la parte aerea fotosintetizzante della pianta ne decreta praticamente l’avvenuta morte. L’esteso periodo di siccità associato alla completa assenza di manutenzione della pineta attraverso pratiche di diradamento ed eliminazione selettiva della vegetazione non hanno fatto altro che favorire la diffusione di microoorganismi ed insetti fitopatogeni. Per di più, la presenza di questa massa di vegetazione disseccata e legno morto costituisce un enorme fonte di rischio incendi.
E noi che facciamo, continuiamo a fare gli osservatori ambientali? Le facoltà di Agraria delle nostre università hanno Dipartimenti di Scienze Agrarie e Forestali con corsi di laurea magistrale in Conservazione e Restauro dell’Ambiente e delle Foreste, che aspettiamo a coinvolgerle in sopralluoghi e pareri su cosa fare per assicurare un futuro, non ad una singola specie vegetale, ma all’intero ecosistema di queste aree verdi? Il problema è complesso e richiede una gestione integrata multidisciplinare, l’assegnazione di fondi e di personale specializzato. La strategia di lasciar fare alla natura il suo corso per i parchi e riserve urbani o peri-urbani è inaccettabile, in quanto costituiscono polmoni verdi di prossimità fondamentali per il benessere della cittadinanza che ne fruisce a scopo ricreativo. Gli Enti gestori della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano sono i comuni di Roma e di Fiumicino, adesso che il piano di gestione della riserva è stato approvato, perchè non si prendono la responsabilità della salvaguardia di questo bene comune di inestimabile valore? Perchè il X Municipio e le associazioni ambientaliste territoriali non si fanno portavoce insieme nel richiamare alle proprie responsabilità gli enti gestori, anche facendosi carico di organizzare miniconvegni con esperti in materia che sappiano evidenziare i pericoli del persistere dello stato di abbandono della riserva e le buone pratiche di gestione necessarie? Alcune mie foto che tuttavia riescono solo parzialmente ad illustrare la severità della situazione.
Paola Veronese (biologa), residente X Municipio Roma

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