DIARIO DI BORDO – La memoria di “Abramo e Isacco” al parco Pallotta riunisce i mussulmani lidensi in preghiera e festa


Si sono incontrati oggi e si incontreranno sempre – se Dio vorrà – da quest’anno al Parco Pallotta le famiglie della Comunità Mussulmana Ostiense per pregare e festeggiare le ricorrenze religiose.

La Festa del Sacrificio, del Pellegrinaggio e dell’Offerta, che fa memoria dell’evento inter religioso di ABRAMO E ISACCO si è svolta il 31 Luglio attraverso una preghiera alle 7.00 a.m. e alle 8.00 a.m. Gli eventi, come quello del 31, istituzionalmente normati dal Commissariato di Polizia vedranno la presenza delle forze dell’ordine che saranno presenti a garantire una libertà di culto dettata dalla Costituzione della Repubblica; l’evento è gestito in sicurezza sociale e sanitaria.

Dai tempi della moschea su lungomare di Ostia, all’interno della Ex Colonia Vittorio Emanuele, questa Comunità è stata il fiore all’occhiello di Roma organizzando, anni addietro in concomitanza e collaborazione di Roma Capitale Giunta Alemanno, una settimana per Ostia di eventi culturali atti alla conoscenza reciproca e all’integrazione sul Territorio. Con il Progetto PACIS (sulla scia del progetto Calumet degli anni 80/90, delle preghiere universali in santa Monica del 90/2000) hanno poi consolidato le loro relazioni nel segno del dialogo religioso; addirittura hanno promosso la firma del documento “Pacis In Terris” (Maggio 2012) sul mastio del Castello Giulio II insieme ai referenti delle altre religioni abraamitiche proprio nel punto esatto da dove nel medioevo si capitanò la celebre Battaglia di Ostia che ci vedeva contrapporci nella guerra (il documento orginale è conservato nella sala d’arme mentre copie sono presso le chiese ortodossa,la basilica cattedrale di sant’Aurea,la moschea e la comunità ebraica). Questa Comunità, retta da Youssef Al Moghazi (un mussulmano sposato con una donna cristiana), inoltre si è sempre mostrata molto critica rispetto a tutte quelle situazioni, nazionali e internazionali, che hanno visto affiancare Islam a fondamentalismo, radicalismo, integralismo e violenza.

E’ nel DNA di Ostia, fin dalla sua fondazione in tempi davvero remoti, che il dialogo religioso e la presenza di diverse culture è nell’Identità Socio Culturale; basta anche vedere cosa ci testimoniano gli antichi resti presenti agli ‘scavi’ di Ostia Antica per osservare le vestigia di diversi centri di culto, la sinagoga (più antica d’europa), il mitreo, i culti egizi, fino ad arrivare al trionfo del cristianesimo nei secoli successivi fino a sant’Aurea. Per questo chi è di qui, chi Romano in genere, non può avere paura dei linguaggi diversi perché sa della Storia che si convive bene ciascuno con le proprie potenzialità.

Entrando nel merito della Festa di oggi, nell’Islam, essa è la cosiddetta la ʿīd al-aḍḥā [in arabo عيد الأضحى ‘festa del sacrificio’ o festa del pellegrinaggio] oppure ʿīd al-qurbān [عيد ﺍﻟﻘﺮﺑﺎﻥ ‘festa dell’offerta’ [a Dio], è la festa celebrata ogni anno nel mese lunare di Dhū l ijja, in cui ha luogo il pellegrinaggio canonico, detto hajj.

La festa, che può localmente essere ricordata anche con altre definizioni,ha luogo il 10 Dhū l Ḥijja o nei tre immediati giorni successivi (11-12-13 Dhū l-Ḥijja, detti “ayyām al-tashrīq”), in tutto il mondo islamico. In tali giorni una norma islamica vieta qualsiasi tipo di ascesi e di digiuno, essendo considerati questi i “giorni della letizia”.

La parola aḍḥā deriva dalla radice araba <-Y>, che richiama il significato di “sacrificare”, e si ricollega al ricordo delle prove che sarebbero state superate dal profeta Ibrāhīm e dalla sua famiglia, formata nel caso specifico da Hāgar e dal loro figlio Ismaele/Ismāʿīl.

In Malaysia e Indonesia la festa è indicata come Hari Raya (‘giorno di festa’) o, più specificamente, Hari Raya Haji, mentre nell’Africa occidentale come Tabaski.

Il sacrificio rituale che si pratica nel corso della festività ricorda il sacrificio sostitutivo effettuato con un montone da Abramo/Ibrāhīm, del tutto obbediente al disposto divino di sacrificare il figlio a Dio Ismaele/Ismāʿīl prima di venire fermato dall’angelo. È quindi per eccellenza la festa della fede e della totale e indiscussa sottomissione a Dio (islām).

In teoria, nel giorno della ʿīd al-aḍḥā, i musulmani sacrificano come Abramo un animale – detti uḍḥiya (in araboأضحية‎) o qurbānī – che, secondo la sharīʿa, deve essere fisicamente integro e adulto e può essere soltanto un ovino, un caprino, un bovino o un camelide.

Da diversi anni il gruppo scout Assoraider Ostia Guido Marongiu li ha ospitati all’interno del Parco a lui dedicato in ricordo del  Progetto Pacis nel quale questo scoutismo aperto a tutte le culture è nato. Oggi, la Comunità è cresciuta sempre di più e ha avuto bisogno che l’Amministrazione Pubblica, le Istituzioni Politiche accogliessero appunto pubblicamente questa realtà che conta ormai decine di migliaia di fedeli prendendo su di sé la responsabilità civile di una popolazione che, nella quotidianità, contribuisce allo sviluppo economico e sociale della città.

[Associazione La Ciurma – SDT]

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