Infernetto, fiaccolata per Mattia. I compagni di classe disegnano le strisce pedonali


10/06/2020 – L’Infernetto è un quartiere da tempo dimenticato, dove da anni i residenti chiedono, inascoltati, che vengono attuati quegli interventi di messa in sicurezza delle strade che ora, con la morte del 14enne Mattia Roperto, sembrano essere un triste monito nei confronti di quegli amministratori che più volte interpellati hanno risposto con il silenzio o con vaghe promesse. E a far capire che l’Infernetto è stanco ci hanno pensato ieri gli amici del 14enne falciato mentre attraversava sulle strisce da un’auto al volante della quale si trovava un 22enne risultato positivo ad alcool e droga. Centinaia di persone si sono ritrovate ieri sera in via Francesco Cile all’incrocio con via Bruno Maderna, in una silenziosa fiaccolata davanti al punto che ha visto la vita del giovanissimo stroncata improvvisamente. Fiori ma anche la felpa lasciata dalla mamma in un altare improvvisato che non doveva esserci. Si sono dati appuntamento dopo una giornata che ha visto tantissimi coetanei della vittima seduti sul ciglio della strada per poi al calare del sole essere raggiunti da una comunità ancora sotto shock per la morte di un ragazzino che aveva appena terminato il primo anno di liceo al Democrito e che quella sera era uscito con gli amici per festeggiare la fine della scuola e che alle 22, al momento della tragedia, stava tornando a casa. Una veglia che è sfociata nel rifacimento delle strisce da parte proprio di quei ragazzi che hanno vissuto la tragedia in prima persona e che solo per una questione di pochi centimetri non si sono ritrovati anche loro travolti da quella Peugeot assassina. Una striscia rossa, a testimonianza della tragedia avvenuta e che poteva essere evitata.

Ma se ieri il messaggio di cordoglio del sindaco Virginia Raggi alla famiglia e l’impegno del presidente del X Municipio Giuliana Di Pillo ad incontrare domani una delegazione dei cittadini, può far sperare che possa finalmente cambiare qualcosa nel quartiere il timore, o quasi la certezza, in molti è che passato il clamore mediatico sulla tragedia, e senza una vera volontà di fare qualcosa, le parole finiranno ancora una volta nel dimenticatoio e all’Infernetto nulla cambierà. Fino alla prossima vita stroncata a causa delle mancanze di chi amministra il territorio.

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