VIDEO – Dopo 19anni il dna lo incastra per omicidio. Rintracciato in una roulotte sul lungomare di Ostia


13/05/2020 – Aveva trovato rifugio in una roulotte sul lungomare di Ostia l’autore di un brutale omicidio avvenuto nel 2001 a Verona.  All’epoca dei fatti la Squadra mobile di Verona aveva condotto le indagini dell’omicidio di un uomo rinvenuto nella sua abitazione con 70 ferite al collo e alla schiena inferte con una forbice d’acciaio.

La vittima era solita frequentare la zona della stazione ferroviaria alla ricerca di giovani, per lo più stranieri, con i quali consumare occasionali rapporti sessuali, in cambio di ospitalità.

Sulla scena del crimine furono rilevate, in sede di sopralluogo, moltissime tracce di sangue anche sui bordi della vasca da bagno tanto da far ritenere che l’autore dell’omicidio, si fosse lavato per cancellare le tracce a lui riconducibili. Le indagini si mostrarono da subito complesse a causa dell’assenza di riscontro con l’identità dell’autore.

A dare una svolta alle indagini il passaggio avvenuto di recente del caso al gruppo di lavoro Unità delitti insoluti della Direzione centrale anticrimine di Roma, che ha eseguito approfondimenti e rivisitazione di tutti gli elementi investigativi in possesso, per riconsiderare le prove con le nuove tecniche scientifiche che nel frattempo sono entrate a disposizione delle forze dell’ordine.

Dall’analisi delle tracce sono emersi univoci elementi indiziari di natura genetica nei confronti di un cittadino rumeno di 55 anni, pregiudicato e senza fissa dimora, che a quel tempo era rimasto estraneo all’indagine della Squadra mobile di Verona.

L’uomo nel frattempo non era rimasto lontano dalla lente delle forze dell’ordine. Si era infatti reso responsabile di violenze nei confronti della compagna alla quale aveva dato fuoco dopo una banale lite. 

Il confronto scientifico ha dato finalmente un volto all’assassino: l’uomo è stato rintracciato all’interno di una roulotte sul litorale romano dagli uomini della Squadra mobile e da quelli del commissariato “Lido” di Roma.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal GIP del Tribunale di Verona su richiesta della Procura dopo le indagini della Squadra mobile, del Servizio centrale operativo e dalla Polizia scientifica di Roma.

 

 

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