DIARIO DI BORDO – Coronavirus, Il Vescovo: “La Chiesa di Roma non chiude le porte alle gente”

Gianrico Vescovo Ruzza: "La nostra attenzione è sui documenti ufficiali sulla valutazione di CEI e della Diocesi di Papa Francesco. Escludo la chiusura delle chiese sebbene per la prudenza in linea con il Governo Italiano"


05/03/2020 – La Chiesa di Roma esclude la chiusura delle chiese e delle parrocchie. A parlare il Vescovo di Ostia e Roma Sud monsignor Gianrico Ruzza in risposta ai tanti, credenti e non, che apprendono in queste ore dalle istituzioni italiane e dai media nazionali delle chiusure precauzionali di strutture di pubblico servizio e dell’abolizione di riunioni pubbliche e sociali su tutto il territorio della repubblica italiana.

In stretto contatto con le più alte cariche politiche e sanitarie, civili e militari, la C.E.I. e la Diocesi del Santo Padre Papa Francesco seguono direttamente la documentazione ufficiale prodotta invitando al senso di responsabilità sulle notizie diffuse a mezzo stampa e chiaramente al buon senso di ciascuno soprattutto di chi ha impegni sociali e gestionali.

Non saranno interrotti i percorsi di catechismo ne gli eventi ecclesiali sebbene per l’interruzione dell’attività scolastica di questi quindici giorni è comprensibile una pausa anche degli incontri.
Per precauzione il segno della pace, durante la liturgia, non sarà espresso con il contatto fisico e anche chi abbia la possibilità di riunire i fedeli in chiese più ampie anzichè in cappelle è incoraggiato a farlo, ma altre indicazioni non vengono inoltrate.

Nei momenti di tribolazione la Chiesa di Roma mantiene non solo il diritto ma anche il dovere di affidarsi alla Preghiera e alla Testimonianza, affinchè a prevalere sia non solo l buon senso ma soprattutto la Speranza.

“Non abbiate paura”, insomma, sembra essere l’indicazione del Vescovo di Ostia e Roma Sud, in stretto contatto in queste ore con il Cardinale Angelo De Donatis e con Papa Francesco; un invito che certamente non nega il senso di responsabilità civile personale di ciascun cittadino, di ogni città e Paese egli viva, di ascoltare e seguire le disposizioni delle autorità.

L’appello va anche a tutti i cristiani, a educatori, operatori delle comunità ecclesiali, animatori, laici, capi scout, di continuare a Servire anche con maggior vigore con l’aiuto di Dio e affidandoci all’intercessione degli eroi della chiesa, dei santi che come Santa Madre Teresa di Calcutta hanno combattuto con coraggio le più atroci malattie a fianco di sofferenti e moribondi per non lasciarli nella solitudine e nella disperazione. Il ringraziamento e la vicinanza più grande va certamente a tutti quei professionisti socio sanitari che sono in questo momento in prima linea per tutti noi.

[La Ciurma Associazione]

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