PAROLA AL LETTORE – C’era un cane che abbaiava sempre



Ormai siamo nell’era virtuale. Non bastava la nostra mente a raccontarci balle sulla realtà. Ora oltre alla mente sempre attiva più che mai abbiamo un dispositivo elettronico che ci tiene perennemente in contatto con l’altrove o meglio con l’al di la. Qui e ora ormai non c’è più nessuno. Dovunque vado non incontro nessuno. Volti immersi nel telefonino, anziani sorretti da badanti dell’est, indiani, marocchini, rumeni, africani nerissimi e pallidi indigeni in via estinzione.
Il mondo virtuale, l’esotico mondo dei “social”, instagram, whatsup e la lontana Australia, sempre evocata da Salvini a proposito di come comportarsi con i clandestini.
Il papa è sempre sulle prime pagine, essere a capo della più grande multinazionale del SENSO DI COLPA è indubbiamente una prerogativa che di per se è sempre uno scoop.
E così, mentre tutti i giorni i mass media cucinano il tema immigrazione in tutte le salse, oggi splende un sole bellissimo che illumina ogni cosa e mette in primo piano la bellezza del creato.
Paolo Mario Buttiglieri, sociologo

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