Giardino di Roma, neonata morta, la madre non risponde alle domande del Gip


22/01/2020 – Proseguono le indagini per ricostruire cosa sia esattamente accaduto la notte tra venerdì e sabato a Giardino di Roma dove una neonata, dopo essere stata partorita nel cuore della notte in casa, ha riportato gravissime lesioni alla testa che ne hanno causato due giorni dopo il decesso e che ha portato la madre, un 29enne romana di origini svedesi, dopo il fermo per tentato omicidio ad essere ora agli arresti domiciliari con l’accusa di infanticidio.

Poco chiaro cosa sia accaduto quella notte. La donna, L.L., arrivata da pochi mesi in Italia dalla Germania dove vive con il fidanzato, ha raccontato di non sapere di essere incinta e di aver partorito. Poi dopo aver avvolto la piccola in un asciugamano le sarebbe caduta dalle braccia riportando così le ferite letali alla testa. E’ in quel momento che la madre della donna, una 78enne svedese, entrando nella stanza si è trovata davanti alla drammatica scena. Immediata la richiesta di aiuto al Nue che invia sul posto un’ambulanza che trasporta d’urgenza la neonata, con ancora il cordone ombelicale attaccato, al Bambino Gesù mentre la 29enne viene portata al Sant’Eugenio per le cure post parto.

Ed è qui che ai carabinieri di Ostia che stanno ora indagando insieme alla Procura coordinati dal pm Maria Monteleone, la neo madre ha raccontato di non sapere di aspettare un bambino giustificandone la caduta come un incidente. Una versione che però fin da subito è apparsa incompatibile con quando appurato dai sanitari dell’ospedale pediatrico che ha infatti stabilito come le ferite siano invece “compatibili con percosse“. Un’altra verità che ha portato quindi a sottoporre la donna a fermo prima per tentato infanticidio e quando, nonostante tutti i tentativi fatti per salvarla la piccola è deceduta lunedì, ad arrestarla per infanticidio e in attesa del proseguo delle indagini si trova ora agli arresti domiciliari.

Quando oggi il Gip è tornato a farle domande su quanto accaduto e sulla gravidanza la donna ha preferito non rispondere alle domande, vedendosi così confermata la misura cautelare.

Le indagini ora mirano a capire le eventuali responsabilità delle altre persone coinvolte. A partire dalla madre e al fidanzato della giovane rimasto in Germania. I militari inoltre dovranno acquisire eventuali cartelle cliniche per capire come se fosse davvero possibile che la donna non sapesse di aspettare un figlio. Il tutto in attesa dell’autopsia che dovrà indicare chiaramente la causa delle ferite al cranio se come indicato dalla donna, da una caduta accidentale o da percosse.

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