L’INTERVISTA – Disco Zodiac, “Ostia è un microcosmo ricco di scenari”


30/10/2019 – Nuovo singolo per i Disco Zodiac la band di Ostia che da pochi giorni è alla radio e in streaming con “Vino”, brano che fa da apripista al nuovo album atteso per il 2020. Un brano che racconta una fuga d’amore spericolata su note che ricordano una canzone del 1980 ma in chiave moderna.

Il videoclip del brano, diretto da Vincenzo Zeno, ha forti richiami agli anni ‘50 e ‘70 e parla di un viaggio in macchina all’interno di un set cinematografico dove i due protagonisti al volante di una cadillac si mischiano tra realtà e cinema.

Come nasce l’idea di “Vino”? C’è una base autobiografica?

In parte sì. Tutti hanno avuto una notte magica alimentata dal vino o da chissà cos’altro in cui si pensa di non tornare più, di riscrivere il presente dimenticando il passato.
Ma la nascita dell’idea è stata improvvisa, ci siamo ritrovati a suonarla in un parco con una tastiera giocattolo (ovviamente dopo aver bevuto del vino) e ci siamo lasciati guidare da un sentimento di fuga, di malinconia… abbiamo appuntato tutto sulle note vocali e il giorno dopo l’abbiamo provata in sala, era già pronta praticamente.

“Vino” è una canzone anni ’80 in chiave moderna, da giovanissimi come vi rapportare con la musica di un periodo storico a voi distante?

Se fai musica non puoi tralasciare nulla di ciò che è venuto prima di te.
Quando ascoltiamo attentamente la musica del passato (da Lucio Battisti, a Jimi Hendrix a Giorgio Moroder) ci rendiamo conto di come ci fosse inevitabilmente qualcosa di veramente magico e che lascia l’ascoltatore in uno stato ipnosi… se sei un musicista non puoi ignorare una cosa del genere, la devi cogliere e farla tua il più possibile.

“Vino” anticipa l’uscita del nuovo album. Quali sonorità troveremo al suo interno?

È difficile da spiegare ma c’è veramente un po’ di tutto. Cerchiamo di impostare un percorso interessante in ogni brano che di partenza è pop, passando dal funk, al jazz, all’elettronica e forse persino alla trap. La cosa difficile è mantenere la stessa identità sonora e grazie alla nostra produttrice Marta Venturini ci siamo riusciti.

Vivere nelle periferie di Roma, Ostia nel dettaglio, come ha influenzato la vostra produzione musicale?

Ci piace tantissimo vivere qui, Ostia è un microcosmo ricco di scenari.
È una metropoli con le dinamiche di un paesino in qualche modo e in più offre diversi paesaggi naturali come il mare, la pineta, la campagna…questa cosa non può non influire su ciò che scriviamo.

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