Terremoto nel X Municipio, l’opposizione si dimette dalle commissioni

30/11/2018 – Che la discussione del bilancio non sarebbe avvenuta in serenità era una cosa scontata. Ma che dopo una pausa cena, stabilita dopo una seduta fiume di 12 ore tutto saltasse per una decina di minuti di ritardo dei consiglieri dell’opposizione in pochi l’avrebbero previsto.
A dare la versione della maggioranza di cosa sia accaduto è in una nota il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle del Municipio Roma X. “Ieri sera, dopo una lunga ed estenuante maratona che ha visto impegnati politici ed uffici nell’aula consiliare del X municipio per due giorni consecutivi, si è conclusa alle 21.26 circa la seduta con l’approvazione del Bilancio previsionale 2019 del nostro municipio. Ma veniamo ai fatti, l’opposizione non aveva nessuna intenzione di votare il nostro bilancio, tant’è che nonostante gli accordi nella capigruppo precedente ai due consigli, dove era stata concordata la fine della discussione dei documenti alle ore 17,00 del 29/11/2018, l’opposizione venendo meno a questo accordo ha preteso lache la discussione si protraesse fino alle 19.00. Dopo aver accettato da parte della maggioranza questo prolungamento di orario, hanno preteso anche di discutere i circa 500 documenti singolarmente con relativi interventi tra membri di opposizioni, cosa che in realtà costituiva un vero e proprio ostruzionismo per fare melina. Ma – prosegue la nota – nonostante ciò per permettere l’esercizio democratico del confronto politico la maggioranza ha preferito ascoltare i consiglieri di opposizione, mentre esplicitavano i contenuti dei loro documenti. Nonostante poi la maggioranza non volesse fare nessuna pausa proprio per dar modo di leggere tutti i documenti e quindi dar spazio a tutte le voci della minoranza politica seduta sigli scranni del X municipio, le opposizioni hanno chiesto una pausa di trenta minuti per poter mangiare qualcosa che all’unanimità e stata decisa favorevolmente. Ovvio che ci si è dati tassativamente, come ripresa dei lavori le ore 21.00. Ma nonostante la maggioranza all’ora stabilita fosse tutta seduta in aula , insieme ad un puntuale Consigliere De Donno dell’opposizione, il resto della rappresentanza oppositrice era serenamente seduta in uno dei ristoranti di piazza Anco Marzio a banchettare tra cibi e bevande, senza minimamente pensare a tornare in aula a discutere documenti importanti per la cittadinanza. Per cui la maggioranza dopo un attesa di circa mezz’ora, davanti all’assenza dei consiglieri di opposizione è stata costretta a votare la delibera di parere da sola, con la consapevolezza che questo bilancio porterà al nostro territorio molte opere infrastrutturali e molte soluzioni alle problematiche che le precedenti amministrazioni non sono state in grado di risolvere. Insomma, per finire con una battuta, uno stomaco vuoto non è un buon consigliere politico”.

Ben differente invece il racconto dell’opposizione che in forma di protesta ha visto Andrea Bozzi capogruppo delle delle liste civiche autonomiste in Municipio X e Mariacristina Masi Capogruppo di FI, annunciare le proprie dimissioni dalle commissioni municipali in forma di protesta. “Quello che è successo ieri sera in Municipio X durante la discussione sul bilancio è gravissimo politicamente e anche piuttosto imbarazzante dal punto di vista umano, – spiega Andrea Bozzi – visto che un minimo di lealtà anche tra schieramenti opposti ci dovrebbe sempre stare. Chi del M5S vuole raccontare la realtà al contrario, attaccandosi alla scusa dell’orologino, si dovrebbe vergognare, perché in coscienza sua sa bene come sono andate davvero le cose. Avevamo concordato mezz’ora di pausa dopo dodici ore ad oltranza e dopo soli dieci minuti di ritardo, mentre stavamo rientrando, ne hanno approfittato per cassare tutti gli odg rimasti, votare la loro delibera sul bilancio e scappare via di corsa, senza neanche il coraggio di affrontarci. Un colpo di mano veramente meschino, complice la Presidente D’aula Guerreschi che dovrebbe tutelare tutti e che invece si è limitata a contare i minuti, facendo, come troppo spesso accade, il gioco dei suoi colleghi di partito. Se questo è il rapporto dialettico che la maggioranza a cinquestelle vuole avere con le opposizioni, ne prendiamo atto. Per questo motivo anche io, come annunciato stamattina in una conferenza stampa improvvisata con tutti i colleghi di opposizione, ho annunciato le mie dimissioni da tutte le commissioni, nel mio caso scuola, lavori pubblici, commercio e controllo. Non si può accettare un atteggiamento così antidemocratico e pure vigliacco. Una triste imboscata che rappresenta uno schiaffo in faccia al 70% dei cittadini che non ha votato il M5S ma noi tutti”.

Sulla stessa linea anche Mariacristina Masi: “Abbiamo capito come fa il Sindaco di Roma a votare il bilancio in tempo: non permette di discuterlo democraticamente nei territori. Pressando i Municipi a fare i primi della classe a costo di strozzare il dibattito, si è arrivati al punto che il fine non è più ottenere più risorse possibili, ma fare una bella figura in Campidoglio approvando tutto in fretta e magari fare un favore al referente territoriale che preme affinché il suo Municipio di riferimento non arrivi ultimo. Ma così siamo bravi tutti. Hanno utilizzato un ritardo di sei minuti per una pausa concordata e hanno votato da soli la deliberazione più importante per l’Amministrazione, per poi scappare come i conigli prima che rientrasse la minoranza. Il confronto non è il loro forte e questo, data la loro inadeguatezza non ci stupisce, ma ora il problema sta diventando istituzionale. Chiediamo la dimissioni del Presidente del Consiglio del Municipio che opera su quello scranno come un’attivista a 5 stelle venendo meno ai propri doveri, facendo presente al Prefetto il suo comportamento fazioso e relazionando quanto avvenuto ieri sera. Ci dimetteremo poi dalle Commissioni, che come denunciamo da mesi sono improduttive e inconcludenti. Sono ormai venute meno le basi per un confronto leale, la nuova politica non è altro che il peggio della vecchia, con qualche competenza in meno”.

Linea condivisa anche da Athos de Luca, capogruppo del Partito Democratico. “Questa mattina in conferenza stampa le opposizioni del consiglio di Ostia hanno denunciato che in 3 minuti i 5 Stelle ieri sera hanno votato il bilancio durante la sospensione del consiglio decisa dai capigruppo e dalla Presidente del Consiglio senza le opposizioni e sono “scappati” come dei “ladri di democrazia col malloppo” lasciando l’aula deserta. Tutti i consiglieri di opposizione si sono dimessi dalle Commissioni ed hanno chiesto le dimissioni della Presidente del Consiglio che avrebbe dovuto garantire i diritti di tutti i consiglieri non prestandosi a questo gravissima violazione delle regole democratiche.Un comportamento senza precedenti che mostra il vero volto di questo movimento incapace di governare,arrogante e sempre più pericoloso per la democrazia del paese.Athos de Luca ricorda che la sera prima i 5 Stelle avevano terminato il consiglio La vicenda di questo primo bilancio dei 5 Stelle dopo un anno di governo ad Ostia e’ un totale fallimento amministrativo e politico. Questo doveva essere il governo della onestà e del cambiamento!”

Annunciano le dimissioni dalle Commissioni anche Monica Picca capogruppo di Fdi e i consiglieri Pietro MalaraPierfrancesco Marchesi e Luca Mantuano: “Esprimiamo un forte rammarico nei confronti della maggioranza che ha approfittato di 6 minuti di ritardo dal rientro della pausa per cena, per votarsi da soli un bilancio che l’opposizione aveva approfondimento nel dettaglio e incrementato con emendamenti e odg che come obiettivo avevano solo il bene del X municipio. Quello della maggioranza è stato un gesto antidemocratico che evidenzia la totale mancanza di senso delle istituzioni infatti facendo così non solo hanno mancato di rispetto all’opposizione ma a tutti i cittadini. Ci dimetteremo da tutte le commissioni di cui siamo membri poiché riteniamo che siano fittizie e svolgano la funzione di passacarte, continueremo a svolgere a pieno la nostra funzione portando avanti un’opposizione ferrea, pur sapendo di avere a che fare con una maggioranza che non governa ma che accetta a testa bassa gli ordini di Roma Capitale”.

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