Ex Colonia Vittorio Emanuele, polemica tra maggioranza e opposizione

08/11/2018 – Si è tenuto oggi il consiglio straordinario con all’ordine del giorno la situazione dell’ex colonia Vittorio Emanuele. Al termine della seduta è stato approvato con i voti del M5S e del Pd, un documento “che – spiega il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle del X Municipio – prevede si, lo sgombero della ex Colonia, ma attraverso condizioni che tutelino sotto il profilo dell’assistenza, le famiglie aventi diritto, in stato di disagio sociale. Il nostro documento contempla la risoluzione di tutte quelle criticità determinate dalle occupazioni abusive degli immobili di proprietà di Roma Capitale, ricadenti sul X municipio, come ad esempio le condizioni igieniche e quelle di illegalità, che sono comuni in certe situazioni. Con questo documento infatti, chiediamo che attraverso il coordinamento con la Prefettura e gli altri organi istituzionali già esistenti, sia data priorità allo sgombero della Vittorio Emanuele III, fermo restando il rispetto del protocollo approvato dal Comitato Metropolitano ex art. 6 DL 14/2017. Anche perché, questa Amministrazione, ha come obiettivo di raccogliere tutti gli uffici pubblici del X municipio, all’interno della struttura in questione, come ribadito durante il Consiglio Straordinario dalla Presidente del Municipio Giuliana Di Pillo. Ci preme come X municipio, continuare quella azione di ripristino della legalità avviata già da tempo anche dall’Amministrazione Capitolina, che rispetto alla precedenti ha avuto il coraggio di liberare appartamenti occupati da famiglie appartenenti a organizzazioni criminali”. Rifiutati invece quelli presentati da Casapound, dalle liste “Ora” e “Un Sogno Comune” e da Fratelli d’Italia che chiedevano misure più risolutive e rapide

I COMMENTI

Marco Possanzini, Sinistra Italiana X Municipio – E’ veramente stucchevole che sia Casapound, che occupa abusivamente uno stabile in Via Napoleone III a Roma, a chiedere di sgomberare la ex colonia Vittorio Emanuele occupata abusivamente da immigrati. Chi pretende legalità dovrebbe, almeno per buon senso, essere il primo ad essere rispettoso della legge. Sullo spaccio di droga poi, anche quando si parla della Vittorio Emanuele, non bisognerebbe mai dimenticare l’abnorme quantità di stupefacenti sequestrati ai clan del litorale, clan che portano il nome di Fasciani, Triassi, così come quando si parla di alloggi occupati abusivamente e gestione criminale del racket delle case popolari e dell’usura nel Municipio non si può ignorare il ruolo del clan Spada. Pensare che sconfiggere il crimine che infesta il nostro Municipio significa sgomberare la ex Colonia Vittorio Emanuele è un fortemente limitativo. Roma è l’unica capitale Europea priva di un hub di prima accoglienza in cui un migrante possa avere informazioni riguardo il suo status, l’iter da seguire per la richiesta di protezione internazionale, le indicazioni sanitarie e tutte le forme di aiuto e sostegno possibile. Questa si, una situazione veramente insostenibile e vergognosa. Come Sinistra Italiana denunciamo da tempo la mancanza nella nostra città di un piano strutturato per l’accoglienza dei migranti e delle persone in difficoltà. Non ci si salva, come fa l’Amministrazione a 5 stelle, guardando da un’altra parte e invocando provvedimenti spot o votando documenti che dicono tutto per non dire niente. Per sgomberare ci vuole molto poco mentre è molto più difficile provare a risolvere i problemi delle persone, soprattutto quelle in difficoltà, quelle più fragili. Le Amministrazioni Municipale e Comunale, se vogliono veramente provare a governare le criticità della città, oltre ad avere un’idea concreta di futuro, si impegnino ad incontrare gli abitanti della Vittorio Emanuele e provino a costruire con loro, per loro, un percorso condiviso e concordato perchè l’umanità viene prima di tutto. Per questo, prima di promuovere sgomberi, chiediamo alla Sindaca di Roma, alla Presidente di Municipio, agli organi di pubblica sicurezza, di avviare un percorso condiviso con gli occupanti della Vittorio Emanuele al fine di ricollocare tutti nel modo migliore possibile tenendo conto delle condizioni di vita di ognuno. Più incontri meno sgomberi, significa promuovere una ricollocazione civile e rispettosa soprattutto dei più deboli. Sbatterli sul marciapiede non è la soluzione e amplificherebbe le tensioni sociali.
Andrea Bozzi, liste “Ora” e “Un Sogno Comune” – “La maggioranza a cinquestelle ha perso un’occasione per prendere una posizione chiara sulla ex Colonia Vittorio Emanuele, preferendo votare un documento fumoso e pieno di rimandi, in cui si chiede di verificare ciò che è stato già ampiamente verificato nelle nostre Commissioni competenti e in cui peró si guardano bene dal dare priorità allo sgombero, mostrandosi pavidi. In primis è chiara a tutti la situazione dell’occupazione ormai pericolosa sia in termini di sicurezza, che igienico sanitari. Ciò è stato affermato perfino dal consigliere De Donno,  esperto dell’accoglienza, che ha spiegato con onesta intellettuale come ciò che una volta era almeno gestito da comitati volontari oggi non sia più sotto controllo. E infatti, come me, ha votato il documento di Fdi, respinto, che stabiliva l’impegno a sgomberare, trovando constestualmente soluzione alloggiative per le poche famiglie aventi di diritto, ed una soluzione emergenziale per gli altri, soprattutto stranieri. Inoltre lo stesso documento di opposizione proponeva di programmare il reperimento fondi nei prossimi bilanci per poi mettere nella struttura tutti gli uffici amministrativi del Municipio, come d’altronde aveva detto di voler fare la stessa maggioranza. Ma alla prova dei fatti neanche questo hanno avuto il coraggio di mettere nero su bianco. Il mio Odg votato solo da De Donno e da Fdi  – conclude Bozzi – oltre a proporre le stesse priorità, chiedeva, una volta avvenuto lo sgombero, di ristrutturare subito almeno una parte del manufatto per trasferirci quanto prima parte o tutto il Comando della Polizia Locale Gruppo Mare, che da anni è ospitata in uno stabile di un privato che costa alla collettività un milione e duecentomila euro l’anno e di farlo temporaneamente, in attesa cioè di affidare al Comando la Ex Gil, per il cui restauro ci vorranno anni. Ciò in un’ottica di risparmio che dovrebbe essere prioritaria per chi amministra Roma e il nostro Municipio, prima ancora che per le opposizioni”.
Luca Marsella, Carlotta Chiaraluce, CasaPound – “È gravissimo che il M5S ed il Pd non abbiano votato il nostro documento per lo sgombero dell’ex colonia occupata ad Ostia e da oggi riteniamo l’amministrazione complice di illegalità e malaffare, di clandestini e spacciatori”. È il duro commento di Luca Marsella, consigliere di CasaPound nel X Municipio di Roma amargine del consiglio straordinario svolto stamattina. “Parliamo – continua Marsella – di una struttura occupata da centinaia di immigrati di cui non sappiamo nulla se non che spacciano droga, che vivono in condizioni igieniche inaccettabili e che si sono resi protagonisti nel corso di 20 anni di occupazione abusiva di vari reati, dallo spaccio alla ricettazione”. “Dopo le pressioni ricevute in questi giorni – ha aggiunto Carlotta Chiaraluce, coordinatrice di Cpi ad Ostia – e l’attentato incendiario alla nostra sede, oggi serviva una risposta decisa. Invece lo sgombero non ci sarà e se prima o poi ci ritroveremo a commentare un nuovo caso Desirée stavolta avremo nomi e cognomi di complici e mandanti che vestono i panni di M5S e Pd. Noi non molliamo – conclude Chiaraluce – e ci auguriamo che i cittadini che in buonafede hanno votato i grillini nella speranza di un cambiamento, si ricordino della votazione di oggi e si rendano conto che l’unico vero cambiamento si chiama CasaPound”.

Mariacristina Masi, Forza Italia – Le idee di questa Amministrazione sono un po’ confuse anche in merito alla Vittorio Emanuele III, apprendiamo che l’intenzione è quella di destinare la struttura agli uffici municipali, ma siamo perplessi sull’iter che si sta seguendo. Non abbiamo mai risposte adeguate. Di questo passo ci vorranno altri decenni. Non si chiedono risorse nel bilancio 2019 per la ristrutturazione, le soluzioni alternative per le famiglie che vivono all’interno sono in fase di studio ormai da due anni e non si è avuto il coraggio di dare indicazioni precise alla Giunta, anzi si è presentato un documento in cui, all’inizio, nel dispositivo neanche si citava la Vittorio Emanuele III. I nostri emendamenti tesi a rendere più incisivo il documento sono stati bocciati, come sempre si dimostra una debolezza politica evidente che si ripercuote sulle decisioni che necessitano di maggiore determinazione. Abbiamo richiesto in Campidoglio una Commissione sull’argomento, visto che il Municipio non è in grado di affrontare il problema lo tratteremo in altra sede.

Monica Picca, Pierfrancesco Marchesi, Pietro Malara, Luca Mantuano, Fratelli D’Italia – “Alla faccia della legalità, i grillini anziché occuparsi di ripristinare la sicurezza ad Ostia sul tema delle occupazioni hanno preferito voltarsi dall’altra parte. Nel Consiglio municipale di oggi, infatti, di fronte al documento presentato da Fdi, in cui si chiedeva di sgomberare l’ex Colonia Vittorio Emanuele, la maggioranza si è astenuta dimostrando di non prendersi alcuna responsabilità per contrastare le emergenze sociali, sanitarie e di pubblica sicurezza nel Municipio X. I grillini che sbandieravano di riportare la sicurezza a Ostia sono gli stessi che lasciano l’ex Colonia Vittorio Emanuele nell’illegalità delle occupazioni”.

Athos de Luca, Partito Democratico – “Lo sgombero di occupazioni abusive di immobili pubblici va fatto avendo a disposizione alloggi provvisori  per le famiglie in attesa della assegnazione di case popolari in base alle graduatorie cui sono iscritti i nuclei familiari come previsto dal decreto Minniti. Nel caso della ex colonia Vittorio Emanuele le 55 persone appartenenti alle famiglie occupanti sono disponibili a liberare l’immobile accettando altre sistemazioni disponibili in qualsiasi luogo individuato dal Comune Pertanto non appena Roma Capitale reperirà questi alloggi provvisori sarà possibile risolvere il problema. Nel frattempo le forze dell’ordine devono controllare tutti i soggetti che occupano lo stabile per assicurare la sicurezza ed  impedire che vi si svolgano attività illegali di spaccio, violenze o altro. Il Municipio deve da parte sua decidere la destinazione dell’immobile predisporre un progetto e mettere a bilancio le risorse necessarie. In ogni caso visto che al momento non vi è ne un progetto ne le risorse saranno necessari alcuni anni di attesa nei quali anziché lasciare lo stabile abbandonato con rischio di nuove occupazioni si dovrebbe verificare  la possibilità di ospitarvi anche solo in alcune parti attività istituzionali e/o associative che ne garantiscano la guardiania e l’uso. Chi poi, come Casapound che occupa abusivamente un intero edificio in via Napoleone III e impedisce anche con i picchetti lo sgombro di immobili occupati dai suoi amici, (non si capisce con quale faccia di bronzo) pretende di farsi paladino della legalità e degli sgomberi solo per farsi propaganda politica sgomberando  intere famiglie senza preoccuparsi neppure di dargli alloggi alternativi, deve essere smascherato e sbugiardato pubblicamente”.

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