Stagni, fiamme nell’area destinata alla nuova chiesa di Sant’Agostino


31/7/2016 – Fiamme nell’area dove dovrebbe sorgere la nuova chiesa di Sant’Agostino Vescovo a Stagni. Per la seconda volta in pochi giorni infatti ieri mattina un rogo si è sviluppato all’interno del terreno di quasi 8mila metri quadrati dove il Vicariato dovrebbe realizzato la nuova parrocchia ma che attualmente versa in condizioni di estremo abbandono. Un condizionale d’obbligo quello per la nuova struttura religiosa perché, nonostante l’assegnazione dell’area, i fondi non sarebbero disponibili e ai fedeli del quartiere non resterebbe che continuare ad assistere alla messa nella tensostruttura presente a poca distanza. «A Stagni – dice Vincenzo Monica, presidente dell’Associazione “Noi e Voi per una chiesa a Stagni” – brucia l’area assegnata dal comune al vicariato di Roma per costruire una parrocchia intitolata a Sant’Agostino Vescovo. Sono trascorsi oltre 3 anni e i fedeli sono ancora costretti a ricevere sacramenti e messa di domenica all’interno di una tenda dove bisogna sopportare temperature estreme. A quando la chiesa?» Lo scorso anno si era stato annunciato l’arrivo di un container che avrebbe dovuto sostituire l’attuale tenda, inadeguata per accogliere in fedeli senza i disagi legati a temperature troppo alte d’estate o troppo basse d’inverno. Struttura che come avvenuto per la chiesa non si era vista a causa della destinazione dei fondi del Vicariato per la nuova chiesa di di San Vincenzo de’ Paoli, a Nuova Ostia, attualmente ospitata in un ex negozio in via Baffigo e ad altre priorità. I lavori per la realizzazione della nuova parrocchia erano partiti immediatamente ma avevano subito uno stop praticamente subito. Nel corso dei sondaggi archeologici, terminati ufficialmente lo scorso anno, erano però venuta alla luce i resti di una cisterna romana. Un ritrovamento che aveva portato all’intervento della soprintendenza ai beni culturali e archeologici che portò al blocco del cantiere. Cantiere che però neanche dopo il via libera degli archeologici ha ripreso la sua attività di fatto lasciando il terreno di Stagni in balia del degrado e dell’abbandono e come non mai questa estate, esposto agli incendi.


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