Infernetto, nuovi immigrati nel centro Alzheimer di via Salorno

10/6/2016 – Nuovi arrivi nel centro Alzheimer di via Salorno. A denunciarne questa mattina per primo la presenza Pierfrancesco Marchesi che aveva spiegato come nella notte nel centro Le Betulle fossero stati trasferiti gli stranieri. “Ancora una volta approfittando del vuoto pneumatico istituzionale nel X Municipio si utilizza il territorio e le sue strutture per far fronte alla cosiddetta emergenza profughi – spiega per Fratelli d’Italia Monica Picca in una nota congiunta con Marchesi -. Non è la prima volta in questi anni che andiamo a verificare ciò che accade al “Centro le Betulle” e purtroppo abbiamo avuto conferma che di nuovo una gran parte della struttura nata con altre finalità è stata riassegnata come alloggi dalla scorsa notte ad una trentina di immigrati. Abbiamo provato a chiedere informazioni agli operatori ma con estrema reticenza non ci è stato fornito alcun dato se non che tale sistemazione è stata autorizzata dal Prefetto. Abbiamo raccolto la testimonianza degli abitanti della zona, che si dicono preoccupati per la possibilità di rivivere scene gia viste, come quelle di violenza nelle notti di fine 2014 dove il centro fu messo nel vero senso della parola a ferro e fuoco dagli immigrati che lo occupavo per delle faide tra etnie. Solo dopo le nostre numerose preteste il per fortuna ex sindaco Marino fece un sopralluogo e fu sotto sollecitazione popolare costretto a decidere di trasferire gli occupanti in altra zona. Ora basta, i cittadini del X continuando a subire i disaggi retaggio della scorsa mala amministrazione sono ora oggetto del disinteresse dell’amministrazione controllata. Non possiamo neanche essere tanto fiduciosi nella prossima futura consigliatura, infatti qualunque essa sia il programma in materia di gestione dei profughi e del loro dislocamento è pressoché uguale. L’urgenza ora è perciò – concludono – tornare alle urne quanto prima per l’elezione del presidente di questo municipio, che solo se sarà fatta la scelta giusta potrà difendere in sede capitolina i propri diritti e farsi rispettare”.

CASAPOUND – “Stamattina allertati dalla cittadinanza e con altre forze politiche ci siamo presentati al centro Alzheimer di via Salorno all’Infernetto dove due notti fa sono stati trasferiti circa 40 immigrati”. Lo comunica in una nota Luca Marsella, responsabile di CasaPound Italia nel X Municipio di Roma. “Nello stesso centro – continua Marsella – che eravamo riusciti a far chiudere grazie ad una grossa mobilitazione di quartiere, oggi ritornano decine di immigrati, tutti uomini adulti che probabilmente non scappano da nessuna guerra ma che vanno soltanto ad ingrassare le tasche della cooperativa Domus Caritatis, incredibilmente già coinvolta in Mafia Capitale. Non sarà certo il buonismo dei grillini che governeranno Roma a dare risposte sull’emergenza immigrazione e per questo siamo già pronti ad una nuova mobilitazione con i residenti, considerando che a poche centinaia di metri da via Salorno c’è già il centro d’accoglienza di via Porrino e ciò oltre ad essere inammissibile non è previsto dalla legge. All’Infernetto servono servizi, scuole, interventi contro gli allagamenti, strade asfaltate e non certo – ha concluso Marsella – altri clandestini”.

FORZA ITALIA – “La gestione degli immigrati da parte del Ministero degli Interni è sempre più lacunosa. Ci siamo battuti in sede di Consiglio Municipale contro la decisione di spostare alcuni immigrati nel centro Alzheimer dell’Infernetto e adesso ci troviamo nella stessa situazione, privi però di una assise locale in cui poter esprimere il nostro dissenso. È intollerabile che, senza alcun criterio logico, si scelga di creare centri accoglienza in quartieri residenziali, già fortemente provati dal problema della sicurezza, con accanto strutture adibite per malattie estremamente delicate. Con la esigua rappresentanza che ci rimane continueremo a portare avanti le esigenze dei residenti”. Lo dichiara l’ex Consigliere Municipale e Coordinatore di Forza Italia del X Municipio Mariacristina Masi.

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