Ostia, in manette l’autore dell’attentato al “The One”. “Importante denunciare i tentativi di estorsione”

16/7/2015 – E’ stato individuato dagli agenti della Polizia di Stato il 46enne ritenuto l’autore dell’attentato dinamitardo contro il chiosco The One a servizio una spiaggia attrezzata sul lungomare Paolo Toscanelli, ad Ostia. 
Le indagini  – condotte dagli investigatori del Commissariato di Ostia –  hanno permesso in poche ore il suo arresto con l’accusa di tentata estorsione aggravata.

L’uomo, Massimiliano Giansanti, conosciuto come “Bombarbone“, da maggio, all’apertura della stagione balneare, si era letteralmente insediato sulla spiaggia antistante il chiosco spadroneggiando e di fatto comportandosi come se ne fosse il padrone. Consumazioni gratis, lettini presi senza pagare, prepotenze e vessazioni quelle che ogni giorno l’uomo, residente in un lavatoio occupato nella zona di piazza Gasparri, faceva subire alle due donne che gestiscono il chiosco, e che per paura di ritorsioni non avevano mai denunciato alle forze dell’ordine quanto accadeva. Non avevano denunciato neanche quando Bombardone aveva intimato alle due di pagare 50 euro per la vigilanza notturna che lui avrebbe effettuato al posto del guardiano notturno. Nella giornata di lunedì l’ennesima discussione per la “proprietà” della spiaggia che si era conclusa con la minaccia da parte dell’uomo di ritorsioni. Poi la notte l’esplosione della bomba carta e i danni al chiosco, fortunatamente limitati alla saracinesca e a pochi macchinari. Il tutto seguito una manciata di minuti dopo prima da una foto pubblicata su profilo Facebook del 46enne, secondo quanto ricostruito dagli agenti del dirigente Antonio Franco, scattata dall’interno del chiosco e accompagnata dalla frase “Mo comando pure qui capito bombarbone! Notte” e con la quale rivendicava proprio l’attentato incendiario e poi intorno alle 4 ai festeggiamenti al Gran Caffè Quirino per la buona riuscita della “missione”. Una manciata di ore dopo a stringere il cerchio attorno all’uomo sono stati però gli agenti del Commissariato Lido ai quali finalmente l’amministratore della società titolare del chiosco ha raccontato quello che da maggio stava accadendo consentendo di far quadrare il cerchio attorno all’uomo e recuperare tutti gli elementi per confermare la sua colpevolezza. L’arresto martedì alle 18, poco più di 15 ore dopo l’esplosione, quando il 46enne per l’ennesima volta è tornato al The One a chiedere con insistenza il pagamento della vigilanza notturna. Per lui sono quindi scattate le manette con l’accusa di tentata estorsione aggravata e si trova ora nel carcere di Regina Coeli. Nella sua abitazione gli agenti hanno posto sotto sequestro dei fuochi d’artificio probabilmente utilizzati per assemblare la bomba carta e gli abiti indossati la sera dell’attentato su cui ora sono in corso le indagini degli uomini della scientifica per verificare la presenza di polvere da sparo e confermare anche l’accusa per l’esplosione. “E’ importante – ha voluto sottolineare il dottor Antonio Franco – che si denuncino situazioni di tentativi di estorsione o usura. In 32 anni di esperienza ho capito che solo denunciando è possibile mettere fine a queste situazioni. Altrimenti non se ne esce”.

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