26/4/2026 – Finisce 1-0 Ostiamare – Termoli. Ed è serie C per la squadra lidense che raggiunge la categoria superiore con una giornata di anticipo, complice il pareggio della diretta inseguitrice: l’Ancona.
Un traguardo incredibile se si pensa che la società è di casa in un quartiere della Capitale e non in una provincia.
Serie C dopo 35 lunghi anni e dopo l’incubo del fallimento.
A prenderla per mano, nel gennaio dello scorso anno, Daniele De Rossi appena licenziato dalla sua Roma. E lui non ci ha pensato due volte.
È la società, la squadra che lo ha visto bambino infilare gli scarpini ed iniziare, grazie al suo talento, una carriera da campione del mondo.
L’Ostiamare va salvata e in un anno ecco il risultato: la promozione tra i professionisti.
Cuore e talento del Patron De Rossi. E cuore e talento sono le caratteristiche della società, dell’allenatore David D’Antoni, dell’intera squadra. Caratteristiche che hanno portato a questa straordinaria vittoria.
In questi lunghi mesi, dall’inizio del campionato, abbiamo seguito le gesta dei gabbiani, abbiamo avuto modo di conoscere mister D’Antoni, la sua serietà, la sua preparazione, la convinzione di potercela fare, la stessa convinzione che ha trasmesso ai suoi uomini oggi finalmente liberi di esultare, di gioire assieme a dirigenti, staff, ufficio stampa, tifosi.
Daniele De Rossi, quando ha preso l’Ostiamare sapeva che prima o poi si sarebbe dovuto allontanare per una nuova avventura su una nuova panchina.
E ha chiamato accanto a se, amici su cui contare, persone di fiducia a cominciare da Adriano D’Astolfo. Due bambini che hanno iniziato a tirare calci al pallone insieme. Un legame profondo il loro che oggi, al termine dell’incontro, si leggeva sul viso di D’Astolfo che ha trascorso l’intera carriera nella squadra lidense.
E poi, l’Amministratore Unico Luca Beccaceci, il Direttore Generale Ferruccio Mariani e il Direttore Marketing & Partnership Paolo Cisaria.
Tutti per uno. Uno per tutti.
E non c’è soltanto la prima squadra. C’è l’Under 19 che nel 2025 è diventata campione. E via via le giovanili fino ai più piccoli che possono usufruire di tre campetti dove imparare la tecnica e dove imparare a gestire il pallone: erba, cemento e sabbia. Come la sabbia che accoglie ogni momento le onde del mare di Roma.
Perché patron De Rossi sa che il futuro del calcio è nelle mani dei ragazzi, anche dei più piccoli che oltre alla tattica devono imparare la tecnica ed in ogni condizione.
La squadra di D’Antoni inoltre ha vissuto l’intero campionato potendo contare su un campo splendido ma all’interno di un centro sportivo in divenire. Ma anche qui la società ha saputo dare il massimo del comfort approntando container per spogliatoi, docce, sala stampa.
In attesa che si realizzi il progetto che prevede una tribuna che possa ospitare anche mille persone. Insomma un polo moderno e all’avanguardia.
Una società seria deve anche contare sull’informazione e anche qui è stato creato un team di livello. Ed ancora marketing e sponsor anche questi all’avanguardia e la dimostrazione è nella festa organizzata lo scorso 3 ottobre al Pontile in occasione degli 80 anni dalla nascita dell’Ostiamare.
Per quanto riguarda l’aspetto strettamente tecnico, è stata via via effettuata una campagna acquisti eccellente mettendo gli uomini giusti al posto giusto.
La partita di oggi? Passa in secondo piano. Al triplice fischio finale pochi secondi di attesa per il risultato di Ancona-L’Aquila e poi è stata solo festa con i tifosi (l’altra grande componente di questo successo) tutti a riversarsi in mezzo al campo. Fumogeni biancoviola, bandiere e la gigantesca scritta:
“Campioni. Quanto siete feliCi fateCi caso” e in sottofondo “We are the champions”.
Sì, campioni e felici di aver realizzato un sogno lungo 35 anni.





















