DIARIO DI BORDO – “Una scuola che impara la storia sa anche insegnarla”, liceo Enriques ed Ecclesiaste: Marinelli e Di Tomassi portano i ragazzi sulle tracce della seconda guerra mondiale


15/04/2026 – “Boots on the Ground”; forse questo potrebbe essere il titolo di un’attività che di fatto diventa una spontanea progettualità vera e propria. Si perché ‘studiare’ la storia sul terreno, passeggiando ed esplorando il ‘proprio’ territorio, lì dove ancora nessuno ha ‘scoperto‘ è un avvincente didattica.

“Scarponi sul terreno”; questo i ragazzi del liceo Enriques capitanati dal prof. Aldo Marinelli [progetto FSL dedicato alla scoperta del nostro territorio] – (anche giornalista per La Mia Ostia https://www.lamiaostia.com/ ) –  hanno svolto insieme a Stefano Di Tomassi (docente in uitlizzo presso l’I.C. Via Mar dei Caraibi – scuola primaria e secondaria di primo grado) ma soprattutto responsabile – insieme a sua moglie Sara Pitacco – del movimento d’ispirazione cristiana ECCLESIASTE ‘Fratelli Tutti’, dedicato alla memoria di Papa Francesco che svolge diverse attività di volta in volta, ma nello stesso spirito.

[🛑 E’ FINALMENTE ONLINE IL SITO DI Ecclesiaste 😉 https://sites.google.com/view/ecclesiaste/home]

In fondo a questo documento troveremo i riferimenti video e le immagini di questa straordinaria esperienza.

Il nostro territorio, in particolare la riserva del litorale romano, è un vero e proprio ‘museo a cielo aperto’.

UNO DEI TANTISSIMI ESEMPI DI OGGETTI CHE RICOTRUISCONO STORIA E STORIE

In particolare riferimento al secondo conflitto mondiale importantissimi eventi influirono non soltanto sugli avvenimenti locali ma sulla ‘grande storia’; in paricolare i drammatici episodi dall’8 Settembre con l’occupazione nazista e la resistenza italiana (che inizio da Ostia!) piuttosto che la battaglia per la liberazione di Roma (5 Giugno 1944) mossero i loro passi nel territorio dove abitiamo.

In passato, grazie anche all’associazione La Ciurma ma soprattutto al gruppo ricerche storiche si era ricostruita la storia di un soldato italiano: https://www.lamiaostia.com/news/index.asp?TOPIC_ID=1095

Segreti custoditi tra le piante, gli arbusti e sotto qualche dito di terriccio lidense racchiudono una storia a portata di mano, anzi di guanti.

In effetti munirsi del giusto spirito, custodire la natura, supervisionare le zone boschive, adottare tutte le opportune norme è la priorità in questa attività che vede i ricercatori e anche gli studenti esploratori dei territori ma soprattutto tutors del nostro polmone verde.

Attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici, rispettando le disciplie di sicurezza necessarie e improrogabili, si ‘spolvera’ il terreno (si dice in gergo) per individuarli.

In effetti i segnali (target) individuati ad esempio con il metal detector ci portano a tirar fuori piccoli elementi superficiali; ma è assolutamente vietato scavare (non oltre i 5/10 cm) e soprattutto è opportuno essere in rete con realtà di sovrintendenza e sempre lontani almeno 1 km da luoghi di interesse archeologico protetti.

“La cultura cristiana, promossa dal movimento Ecclesiaste ‘fratelli tutti’, ci porta a considerare la resurrezione di Gesù come un evento che esalti la vita al di là della morte – dichiara Di Tomassi – per questo anni fa la visita di Papa Francesco presso i cimiteri dei soldati del secondo conflitto mondiale ci ha spinto a rivisitare quelle storie nella speranza che quella tragedia, quelle morti, portassero ancora ‘vita e scuola, insegnamento’.

La terra ancora custodisce la storia e questa può essere maestra della vita.

E questo apprendimento educativo e pedagogico per i bambini e i ragazzi – conclude Di Tomassi – è ancora più importante in questi tempi, anche per noi adulti, docenti, educatori, anni nei quali l‘umanità sembra, ancora una volta, di perdere la memoria.”

Per informazioni su queste attività è possibile mandare messaggio whatsapp a 3475792116.

LICEO ENRIQUES – https://www.facebook.com/profile.php?id=61552859465873

Oggi per il progetto FSL dedicato alla scoperta del nostro territorio abbiamo fatto una uscita con Stefano di Tomassi e il suo metal detector per scoprire cosa è successo nella pineta di Castelfusano subito dopo i giorni dell’armistizio.
Qui il video
Subito dopo l’Armistizio di Cassibile, l’area di Ostia e della pineta divenne un territorio instabile e pericoloso. Con l’8 settembre 1943, l’Italia si trovò improvvisamente divisa:
• da una parte le truppe tedesche che occuparono rapidamente zone strategiche
• dall’altra soldati italiani allo sbando, civili in fuga e primi nuclei di resistenza
La pineta, per la sua estensione e densità, era perfetta per:
• nascondersi
• spostarsi senza essere visti
• abbandonare o occultare materiali militari
Le ricerche che abbiamo fatto oggi possono riportare alla luce tracce molto concrete di quei giorni caotici:
• bossoli e frammenti di munizioni
• oggetti personali di soldati
• parti di equipaggiamento (fibbie, bottoni, frammenti metallici)
• residui di accampamenti o passaggi militari
Ogni oggetto racconta una micro-storia: non solo la presenza militare, ma anche la fuga, la paura, le decisioni improvvise prese in quei momenti.
Anche se i grandi scontri avvennero più a sud, lungo la linea di avanzata alleata (come ad Battaglia di Anzio), il territorio di Castel Fusano visse comunque giorni intensi e drammatici.

 

https://www.instagram.com/p/DXGgp7LgtJF/


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