28/01/2026 – Non è il tempo di arroccarsi in ambiti istituzionali, chiudersi – a volte ‘furbescamente’ – nelle strutture amministrative, glorificando, nella burocrazia, dispensatori economici.
Invece è un tempo propizio per ‘uscire’ come chiesa, in cammino verso la terra promessa “regno del cielo”: non per girare in tondo al vitello d’oro di turno che veste magari i panni dell’imprenditore, del potente di turno.
Sempre, dalla notte dei tempi, si perpetua questa scelta sotto lo sguardo di Dio.
Già è stato fatto, mille e mille e mille volte e abbiamo visto come è andata a finire.
E allora:
sei tu (sono io) un cristiano o un pastore o un sacerdote che va soltanto dietro al vitello d’oro di turno o invece sei alla sequela del Signore che ti dice ‘vai lì’ ‘fai questo’ ‘di quello’ senza anteporre il tuo ragionamento e il tuo operato a queste Sue indicazioni?
sei tu (sono io) un cristiano o un pastore o un sacerdote che persegui soltanto il lavoro e il guadagno per l’organizzazione o per alcuni oppure sei in missione per conto di Dio?

La settimana di unità dei cristiani sul territorio di Ostia e del litorale romano si conclude con una buona notizia: aumenta la mobilitazione di realtà di culto in collaborazione con organizzazioni sociali e anzi lancia un appello di maggiore partecipazione. Non decresca invece la speranza che le Istituzioni abbiano la percezione reale di questa abbondanza, sebbene non di facile mappatura.
Rafforzare sul territorio le reti cristiane aperte ai laici, unità di strada presenti e visibili; REMAR ONLUS realtà associativa ‘cristiana evangelica’ e la Chiesa cristiana evangelica apostolica italiana, litorale romano, evidenziano una escalation di povertà materiale ed esistenziale sul territorio.
In questi mesi stanno aumentando la loro attenzione operativa in attività varie quali raccolte alimentari e si stanno predisponendo per azioni di unità di strada educative ‘sul campo’ per i giovanissimi.
Per andare incontro a chi è solo o isolato, però, noi stessi – in qualità di operatori di strada – non dobbiamo essere soli o isolati ma in dialogo con le istituzioni per rappresentare la realtà vera sul campo essendo sul campo, in strade e realtà cittadine, tra gli abitanti; non cadere invece nell’errore – a volte ricercato strumentalente – di far corrispondere le progettualità pubbliche amministrative di pochi consigli di amministrazione e consigli pastorali – chiusi a far progetti nei loro uffici, di fatto lontani dai cittadini ‘abitanti’, in alcuni casi anche escludenti – come le uniche realtà istituzionali rappresetative e rappresentanti proprio perché istituzionalmente e burocraticalmente costiuite ad hoc.
Rispecchiare la realtà, essere veramente la realtà che dichiariamo e testimoniamo: non quella solo delle carte, della burocrazia, dei progetti; questo lo dobbiamo al nostro Cuore ‘sacro’, al nostro percorso di ‘santità’ nell’anima, al dialogo costante nella preghiera con Dio Padre e nello stesso tempo lo dobbiamo a tutti quei cristiani che non possono scegliere, a quei cristiani nel mondo che testimoniano la loro fede pagando questo con la persecuzione fisica, alcuni con la morte.
La trasmissione della cultura e dei valori del Vangelo di Gesù senza il compromesso, in forma coerente, sui territorio di crisi, ha bisogno di coraggio, di fortezza. Tuttavia, anche se non è facile, per questo risulta ‘credibile’. Perché mille sermoni, centro celebrazioni, decine e decine di liturgie forse non valgono un semplice atto di sacrificio sulla croce e il messaggio di resurrezione che ne consegue.
Non rischiamo troppo noi in occidente, in Italia, Roma, nelle nostre sale di culto o nelle canoniche, all’interno delle celebrazioni, nelle “mistiche e nelle mastiche“ varie, come dice vox populi; spesso, anzi, gli spazi sono funzionali e comodi, sia nella pratica sia nella economica, per esprimere nostre potenzialità varie anziché accogliere le altrui ristrettezze.
C’è, infine, chi va proprio alla deriva e arriva all’assimilazione al suo modello specifico anziché empatizzare e mettersi in dialogo pur mantenendo la testimonianza e identità, diventando portatore di una (sua) luce anziché essere messaggero della Luce (cnfr. Lucifero Vs Angelos) di Gesù.
Allora sporchiamoci le mani, mettiamo cristianamente ‘gli scarponi sul terreno’ nella battaglia giusta per il vangelo: volgiamo lo sguardo più verso l’esterno, in uscita, anziché abitare scartoffie e modelli prestampati.
Per conoscere meglio REMAR Onlus Italia:
https://noigan.it/assistenza-sociale/associazione-remar-italia_5164
https://www.facebook.com/profile.php?id=61577660618140
Per conoscere meglio la chiesa cristiana evangelica apostolica sul litorale romano:
https://www.facebook.com/chiesaapostolicadifiumicino
Sdt

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