Da Papa Leone XIV l’appello alla comunità di Ostia: “No alla cultura del sopruso e dell’ingiustizia”


15/2/2026 – “Sono contento di iniziare le mie visite nelle parrocchie di Roma, qui ad Ostia. La speranza siete voi giovani per oggi e per domani e Gesù cammina con noi”. Le prime parole di Papa Leone XIV sono per il Lido di Roma e per i tanti ragazzi che lo hanno accolto prima nel cortile della Chiesa Regina Pacis e poi nella palestra adiacente la parrocchia.

Quella lidense è la prima delle cinque tappe previste in questo periodo quaresimale e a distanza di nove mesi dalla sua elezione al Soglio Pontificio.

Papa Prevost, nella palestra, ha stretto mani, si è soffermato per brevi saluti con i tanti presenti e tra questi disabili e poveri che ogni giorno si recano presso la sede Caritas ospitata proprio a Regina Pacis: “Entrando – ha detto Papa Leone XIV – ho sentito una bellissima parola: benvenuto, e vi ringrazio per questa accoglienza. In parrocchia impariamo lo spirito di accoglienza sia per chi è credente, sia per chi non lo è. La presenza della gioventù qui in palestra ha un significato speciale che riconduce allo sport che ci insegna ad essere fratelli e sorelle e a far parte di un gruppo”.

Inevitabile il richiamo a Sant’Agostino considerato che il Pontefice è un agostiniano.


Per Ostia è stata una giornata speciale che ha richiamato migliaia di persone assiepate dietro le transenne in attesa del corteo papale, fuori e dentro la Chiesa.

Poi, la Santa Messa e, nel corso dell’omelia, ha fatto riferimento al “giorno del Signore, la domenica” e ai 10 comandamenti nei quali “Dio aveva sancito l’alleanza col suo popolo, offrendo un progetto di vita e una via di salvezza. Le “Dieci parole” dunque si collocano e si comprendono all’interno del cammino di liberazione – ha sottolineato il Pontefice – grazie al quale un insieme di tribù divise e oppresse si trasforma in un popolo unito e libero. Quei comandamenti appaiono così, nel lungo cammino attraverso il deserto, come la luce che mostra la strada; e la loro osservanza si comprende e si compie non tanto come un adempimento formale di precetti, quanto come un atto d’amore, di corrispondenza riconoscente e fiduciosa al Signore dell’alleanza. Dunque, la legge donata da Dio al suo popolo non è in contrasto con la sua libertà, ma al contrario è la condizione per farla fiorire”.

Parole chiare in riferimento al rispetto e alla cura dell’altro. “Non a caso – ricorda – San Giovanni afferma: Chiunque odia il proprio fratello è omicida. Lo si sperimenta anche qui, a Ostia, dove pure, purtroppo, la violenza esiste e ferisce, prendendo piede talvolta tra i giovani e gli adolescenti, magari alimentata dall’uso di sostanze; oppure ad opera di organizzazioni malavitose, che sfruttano le persone coinvolgendole nei loro crimini e che perseguono interessi iniqui con metodi illegali e immorali. Di fronte a tali fenomeni invito tutti voi, come Comunità parrocchiale, uniti alle altre realtà virtuose che operano in questi quartieri, a continuare a spendervi con generosità e coraggio per spargere nelle vostre strade e nelle vostre case il buon seme del Vangelo. Non rassegnatevi alla cultura del sopruso e dell’ingiustizia”.


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