
22/03/2026 – Un cristiano ‘vero’ non separa, né divide e si divide, non parteggia giudicando: spezza il pane, verso il vino. In un mondo che mette in scontro le culture e le religioni, che segue questo ed evita quell’altro, che fa conoscere a qualcuno e non informa l’altro, il cristiano coerente, credibile, abbraccia entrambi.
La visita di Papa Leone XIV in Libano ha evienziato la vicinanza della chiesa cristiana cattolica, ma in genere la missione del cristianesimo, verso l’importanza di un dialogo sempre più continuativo con un modello di stato che riconosca, all’interno del suo percorso istituzionale e popolare, la convivenza di diverse religioni in rapporti di collaborazione, sinergia, partecipazione.
Il Libano ha rappresentato e rappresenta il sogno e la speranza di una nazione che sappia arricchirsi delle culture nel rispetto delle loro particolarità.
La prima visita di Papa Leone ad una parrocchia romana, avvenuta in Ostia a Santa Maria Regina Pacis, ci ‘carica’ di una responsabilità fondamentale verso tutta Roma, l’Italia e il mondo intero, per far sì che la pastorale universale del successore di Pietro abbia qui sul nostro territorio un riscontro pratico e visibile in linea con il mandato petrino, con la testimonianza forte del Vangelo di Gesù e in stretta continuità tra l’esperienza del predecessore Papa Francesco che sempre richiama Papa Prevost sebbene nella sua peculiarità di carattere.
Ostia è sempre stata un esempio ‘libanese’ diremo; da millenni un luogo di incontro tra culture e religioni nella collaborazione.
E’ una vera e propria ‘vocazione’ una caratteristica ‘identitaria’.
In quest’ottica di profonda continuità va incesellata l’esperienza che la prefettura di Ostia (la rete di chiese cattoliche cristiane) capitanata da don Giovanni Patané, anche parroco di Regina Pacis, compie con i giovani del territorio, la commissione giovanile (anche pastorale) supportata anche da don Generoso Simeone.
Una’CENA PASQUALE EBRAICA’ verrà infatti proporsta ai ragazzi e ai loro educatori e presso la mensa caritas, altro luogo di ‘incontro con l’altro’ e anche di cultura come testimoniano gli scorsi incontri formativi del percorso I GIOVEDI’ DELLA MENSA.
MARTEDI’ 31 MARZO alle ore 19, Via Cardinal Ginnasi 21 – Ostia, don Giovanni e don Generoso accolgono e invitano i giovanissimi al SEDER DI PESACH (cena pasquale ebraica): un’esperienza per riscoprile le radici della Pasqua, nesso e diversità con la Pasqua cristiana.
Ma è volontà di Gesù Cristo trasmettere la Pace per ‘todos‘; questo non significa confondersi nell’Altro diverso da noi, nei suoi rituali, credenze, liturgie, modus vivendi, ma incontrarsi, ascoltarsi, conoscersi, condividere.
Quell’immagine del Papa che abbraccia sia l’ebreo che l’islamico è il messaggio più vero e più forte di un amore di Dio Padre che riunisce i due ‘fratelli’.
E allora è bene ricordare come sia anche profonda nel territorio di Ostia la relazione con i Musulmani; questa comunità che ospita migliaia e migliaia di cittadini e abitanti (si contano in Ostia ben 3 centri di culto e cultura islamica) è sempre in contatto anche con i cristiani.
Il movimento d’ispirazione cristiano ‘ECCLESIASTE – Fratelli Tutti’, erede del progetto PACIS, settimanalmente è in contatto con una moschea del territorio; musulmani e cristiani si scambiano ogni settimana pane, pizza, succhi di frutta, dolci, e questo è occasione continua di relazione.
Anche la Comunità di Sant’Egidio lidense è in forte contatto soprattutto per la consegna dei vestiti e di oggetti di quotidiana necessità.
L’invito per la FESTA DI FINE RAMADAN ( Eid al-fitr ) avvenuto solo qualche giorno fa per partecipare con i musulmani locals è soltanto uno degli ultimi esempi di un rapporto consolidato ormai da decenni.
Ancora attendiamo, da quel 30 Gennaio 2015 – data di delibera di Giunta (n°10975) del municipio X di Roma – l’attuazione del votato UFFICIO DELLA PACE E DEL DIALOGO (mai applicato!) e la sensibilità di quei politici tecnici e istituzioni che adempino a quel ‘mandato’ popolare e recepiscano l’importanza di mettere le culture e le religioni presenti sul territorio attorno ad una ‘tavola rotonda permanente’.
E’ importante, intanto, che ci sia una sempre maggiore sinergia e invito alla cittadinanza lidense per partecipare a questi incontri che ci fanno vivere quella vocazione della nostra cittadina che si fa esempio per Roma e per il mondo intero nella vita cristiana coerente con il Vangelo di Gesù e con un messaggio di speranza di cui oggi il mondo ha necessità impellente.
Sdt




















