L’arte di Hokusai a Palazzo Bonaparte, “Onda” di emozioni


26/3-2026 – L’opera più celebre di Kastushika Hokusai (1760-1849) è senza ombra di dubbio “La grande Onda” e la mostra che apre domani a Palazzo Bonaparte è uno tsunami che al contrario del fenomeno marino non distrugge ma invita alla scoperta di una rivoluzione artistica che non ha eguali.

L’esposizione romana (fino al 29 giugno) è la più grande mai dedicata in Italia all’artista giapponese e nasce in occasione delle celebrazioni per il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.

Non solo. A fare da ponte a questa ricorrenza è un altro Paese, la Polonia, e più precisamente la città di Cracovia da dove provengono le opere esposte e normalmente custodite nel museo Nazionale della città.

Come è finito nella capitale polacca il patrimonio artistico di Hokusai è presto detto: lo si deve a Feliks Jasienski, collezionista di arte che acquistò ed in seguito donò la sua raccolta alla galleria della capitale polacca.

Un incredibile intreccio di storia e di cultura che unisce tre nazioni (Italia, Giappone e Polonia) unite da drammatiche vicende di guerra e oggi unite nella cultura.

La mostra, allestita come sempre in maniera impeccabile da Arthemisia è una occasione unica per il sapere ma anche per scoprire la poesia e il pensiero giapponese e la tecnica usata, la xilografia a colori su carta (fatta a mano) con la quale Hokusai ha descritto non soltanto la natura monumentale, ma l’essere umano nella sua quotidianità.

Ed allora, oltre alla Grande Onda, ecco la presenza costante del sacro monte Fuji davanti al quale scorrono i gesti abituali. La sequenza dell’esposizione racconta di una crescita personale dell’artista: le prime composizioni, quasi miniature e dai colori tenui per poi passare a tagli più grandi e dai colori vividi.

E d’altra parte lo stesso artista diceva: “Tutto ciò che ho disegnato prima dei settant’anni non vale la pena di essere considerato – naturalmente non è così (ndr) – A novanta anni avrò penetrato il mistero della natura…”.

Il pubblico si muoverà tra capolavori senza tempo e invenzioni visive straordinarie: dalle Cinquantatré stazioni del Tōkaidō alla celeberrima La Grande Onda di Kanagawa, dalle Trentasei Vedute del Monte Fuji fino ai sorprendenti Manga, gli straordinari album di disegni che hanno consegnato alla storia uno dei termini più noti della cultura visiva contemporanea.

Dodici le sezioni, suddivise su due piani, oltre 200 le opere esposte e Arthemisia non si limita allo specifico dell’evento e completa la rassegna con preziose stoffe, antichi libri, oggetti e costumi (kimoni), armature, oltre 180 pezzi rarissimi tra cui laccature, smalti cloisonné, accessori da viaggio, armature, elmi e spade, oltre a strumenti musicali tradizionali.

Le opere di Hukosai hanno affascinato e ispirato pittori come Monet, Van Gogh e il movimento impressionista contribuendo alla nascita di nuove visioni della modernità, e hanno suggestionato anche musicisti come Claude Debussy.
La mostra si arricchisce anche di uno sguardo diverso sul Giappone dell’Ottocento grazie alle fotografie di Felice Beato: italiano, fotografo viaggiatore tra i primi a documentare il Paese appena aperto all’Occidente. Le sue immagini, raccolte in un video che ne racconta la vita e l’attività artistica, restituiscono paesaggi, città e scene di vita quotidiana che dialogano idealmente con l’universo visivo del maestro giapponese.

HOKUSAI

Palazzo Bonaparte

piazza Venezia angolo via del Corso

dal 27 marzo al 29 giugno

dal lunedì al giovedì h 9-19.30

venerdì, sabato e domenica h 9-21

aperture straordinarie:

5, 6, 25 aprile, venerdì 1 maggio, lunedì 1 giugno h 9-21

martedì 2 giugno h 13-21

Info e prenotazioni 06 87 15 111


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