17/2/2026 – Il Teatro Pegaso-Sala Massimo Troisi è pronto per avviare la seconda fase del cartellone 2025/2026.
La sala di via Cardinal Ginnasi, punto di riferimento non soltanto per l’intrattenimento ma anche per la formazione di artisti, registi, scenografi e per quanti intendono avviare una carriera “dietro le quinte”, ha come prerogativa quella di ospitare giovani compagnie, per le quali viceversa, non sarebbe possibile trovare uno spazio adeguato.
Tra gli spettacoli in programma, il ritorno di Romeo e Giulietta che tanto successo ha registrato lo scorso dicembre.
Motore, anima pulsante di tutto questo è Antonia Di Francesco, direttore artistico del Teatro.
Come mai la scelta di dividere la stagione in due tranche?
Ho voluto dedicarmi alla gestione delle compagnie per meglio curare l’aspetto organizzativo e quello, per così dire, di pensiero.
Oltre alle proprie produzioni, il Pegaso dà la possibilità alle giovani compagnie e ai laboratori, di trovare uno spazio dove esibirsi.
Sì, ed è importante. Penso sempre a quando, tanti anni fa, ho scelto di fare questo mestiere. Se avessi avuto le giuste opportunità il mio cammino teatrale sarebbe stato meno complicato. Cerco di dar modo ai tanti giovani che amano questa Arte, di trovare da noi una vetrina, una possibilità. So quanto è difficile in questo ambiente proporre un progetto ed inoltre, quanti ragazzi o in genere quante persone senza limiti di età, sono titubanti e non credono fino in fondo a se stessi. Ecco, credo che ognuno di noi ha un valore. Siamo come libri chiusi in attesa che qualcuno ci sfogli. E questo in tutti i campi. In un’epoca nella quale ovunque c’è omologazione è importante essere presenti a se stessi. Fare teatro o assistere ad uno spettacolo è arte di osservare.
Qual è il criterio della scelta degli spettacoli da rappresentare?
Nei limiti, cerco di accontentare tutti privilegiando le compagnie del territorio. E poi, cerco di alternare la commedia a rappresentazioni più serie. Perché è vero che abbiamo bisogno di leggerezza, di ridere, ma anche di poter portare a casa qualcosa e magari scoprendo un autore, perché no, approfondirlo, leggere le opere, i personaggi, gli autori.
Grande importanza ha la scuola di teatro.
Ci credo moltissimo. E, devo dire che insegnare è un dono che ti porta a conoscere l’altro, anche per chi è allievo. È importante insegnare a recitare con il diaframma, a muoversi sulla scena, a dare espressione al volto affinché anche lo spettatore più lontano possa entrare in simbiosi con l’attore. È un confronto continuo anche con se stessi. E quindi è una possibilità di crescita personale.
A proposito di scuola, tra i tanti attori anche Fabio Avaro che peraltro sarà uno dei prossimi protagonisti al Pegaso.
Fabio è un talento e quest’anno è anche uno degli insegnanti del nostro staff. Ha un corso tutto suo e devo dire che ha molto successo. Abbiamo un rapporto speciale. Una persona come lui, un professionista come lui può contribuire ad accendere il desiderio di avviarsi verso la carriera teatrale e quindi verso l’apertura mentale.













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