26/12/2025 – Mai più proroghe automatiche. Aumento delle spiagge libere possibilmente attrezzate. Rivisitazione del pluridecennale PUA (Piano Utilizzo Arenili) e legalità.
Queste le premesse a pochi mesi dall’avvio della nuova stagione balneare lidense targata 2026.
Intanto, a partire dal 2027, le concessioni balneari verranno assegnate attraverso gare pubbliche, eliminando il sistema delle proroghe utilizzato fino a ora.
La questione della gestione degli stabilimenti di Ostia è un tema spinoso ed in questi giorni si stanno ponendo le basi per non arrivare impreparati all’applicazione del PUA.
Intanto c’è da ricordare che le spiagge appartengono al Demanio e quindi allo Stato. Il Comune, come le altre amministrazioni locali, ha il compito di gestire e assegnare le concessioni per l’utilizzo delle aree a soggetti privati. Numerose peraltro le gestioni in scadenza o addirittura scadute e quindi ormai abusive.
Nei giorni scorsi gli assessori capitolini Zevi (Patrimonio) e Veloccia (Urbanistica) hanno incontrato i rappresentanti dei sindacati di categoria (SIB-Confcommercio, Federbalneari e Confesercenti. Il Campidoglio promette il 65 per cento adibito a spiagge libere e attrezzate e il tutto inserito nel PUA rivisto e corretto e proseguendo l’opera di demolizioni iniziata lo scorso anno (Anema e Core ad esempio).
Ma nel mirino ci sono anche stabilimenti storici quali Elmi, Battistini e Peppino a mare.
Una vera e propria rivoluzione che richiama al “lungomuro” e che ipotizza un cambiamento radicale del Litorale lidense.
La scorsa estate è stata quella delle chiusure e se ne sono contate a decine.
Cosa accadrà a breve? Il Campidoglio si dichiara soddisfatto della scorsa estate con il bando che ha riguardato il 70 per cento delle concessioni all’insegna della legalità. Bando che proseguirà anche per il prossimo anno in attesa del Piano Arenili che dovrebbe approdare in Aula Giulio Cesare per l’approvazione dell’Assemblea capitolina. Poi si aprirà la Conferenza dei servizi e quindi il documento ripasserà dall’Aula consiliare per la definitiva approvazione.
Detta così, sembra semplice. Tutt’altro, perché ci sarà da sentire la voce dei balneari, molti dei quali hanno già fatto sentire la loro voce all’indomani delle chiusure di stabilimenti noti.
Insomma, un mare di problemi.












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