20/10/2025 – Una visita a sorpresa. Annunciata solo qualche ora prima dalla Santa Sede. La prima nel territorio del Municipio X da quando è stato eletto Papa. E per questo primo incontro con il mare di Roma, Papa Leone XIV ha scelto il Porto turistico di Roma dove ha attraccato la MED25 Bel Espoir, l’imbarcazione da mesi in giro per i porti del Mediterraneo con a bordo 25 ragazzi di diversa nazionalità e religione. Presente il cardinale Aveline, arcivescovo di Marsiglia, da dove l’iniziativa è partita. Dal Pontefice l’invito a dare “segni di speranza” in mezzo a odio, violenza, separazione. Con l’equipaggio poi un momento privato tra domande, testimonianze e l’assaggio di alcuni dolci.
“Imparare a essere costruttori di pace – ha detto il Santo Padre ai giovani – imparare a essere promotori di pace in un mondo che tende sempre più ad andare verso la violenza, l’odio, la separazione, la distanza e la polarizzazione”. Intorno a lui ci sono 25 ragazzi e ragazze, equipaggio di questa imbarcazione degli anni ’40, lunga 29 metri, capace di 35 posti letto, che, battente bandiera francese, da otto mesi gira di porto in porto per portare un messaggio di fraternità in quel crocevia di incontro e dialogo che è il Mediterraneo. Provengono da Bosnia e Algeria, da Spagna e Palestina, da Francia e Pakistan, hanno fatto tappa a La Valletta, Tunisi, Creta, Istanbul (dove hanno incontrato il patriarca Bartolomeo), Ravenna, Napoli. Da parte di Robert Francis Prevost, agostiniano, non poteva mancare il riferimento a Sant’Agostino, patrono di Ostia e a Santa Monica sua madre: “Ostia è veramente un porto
importante nella storia del mondo, nella storia della Chiesa, della storia di Sant’Agostino e di Santa Monica. Essendo agostiniano, sono molte le volte che sono venuto in questa zona, perché Ostia è stata sempre un porto molto importante ed è importantissimo oggi perché ci siete voi. E grazie per essere qui”. I ragazzi sorridono. La maggior parte sono francofoni ma tra di loro parlano tutti in inglese. Accolgono il Papa scalzi o in ciabatte, con i loro riccioli selvaggi, le code e i capelli rasta, coperti da bandane, fez e cappelli (uno pure da pirata). Indossano kaftani, bermuda, felponi e camicie di lino. Tutti diversi ma tutti uniti; tutti a voler lanciare un segno di comunione. “Il mondo oggi, più che di parole, ha bisogno di segni. Di espressioni di testimonianza che diano speranza. E dal nome stesso di questa barca, così come dalla presenza di tutti voi qui oggi – afferma infatti il Papa – Che la vostra generazione e molti altri giovani come voi continuino a promuovere questo tipo di iniziativa che promuoverà davvero la pace in tutto il mondo… Grazie, grazie, grazie”.












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